Il Paternoster è una classica montatura del surfcasting. Oggi ne esistono numerose varianti, applicate anche al ledgering e per le acque calme, ma inizialmente nacque come montatura per pescare in acque mosse, con l'ausilio di due braccioli e due esche differenti. In questo articolo spiegheremo la versione classica, che rimane quella più utilizzata dai pescatori di surfcasting.
La soluzione a ogni problema...è andare a pesca, e più il problema è grave e più lungo dovrebbe essere il viaggio..."John Gierach"
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giovedì 18 febbraio 2016
martedì 12 gennaio 2016
Surfcasting Al Sarago Faraone
Il sarago faraone è di sicuro il sarago più bello e più ricercato dai pescatori sportivi. Dotato di una splendida livrea di colore argento-bronzeo, con fasce scure, il faraone è tra le specie di sarago quello che raggiunge le dimensioni maggiori. E' dotato di un corpo massiccio e, in alcuni casi può superare anche i 3 chili di peso. Nell'oceano Atlantico raggiunge, in casi eccezionali, anche i 5 chili.
venerdì 3 aprile 2015
Pasture Per Pesca In Mare
Non capisco se il successo di una battuta di pesca in mare dipenda dal tipo di pastura utilizzato o meno, perché credo sia capitato a tutti utilizzarne un certo tipo e avere buoni risultati, poi riutilizzare la stessa nel medesimo luogo ma con esiti negativi. In fondo nella pesca in mare funziona tutto un po così, non esistono regole precise e forse è proprio questo a renderla così affascinante e complicata allo stesso tempo.
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martedì 3 marzo 2015
Pesca Dagli Scogli - Il Galleggiante Ovetto
Come molti sanno, i momenti di scaduta sono i più produttivi per una battuta di pesca dagli scogli a gallegiante, soprattutto alla ricercha di grossi saraghi e occhiate. Affrontare una scaduta dagli scogli, significa però, che nostro impianto pescante, sontenuto dal galleggiante, dovrà agire in un mare con un discreto moto ondoso, tra turbolenza e schiuma. In queste condizioni, per assicurarci una buona stabilità alla lenza ed evitare continui affondamenti del nostro segnaltore tra le onde, dovremo utilizzare un sughero di una certa grammatura e piuttosto raccolto, dalla forma poco idrodinamica: il galleggiante ovetto scorrevole.
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giovedì 19 febbraio 2015
Esca: Il Saltarello Veneziano
Il saltarello nostrano è un verme dalla lunghezza che varia dai 5 ai 14 centimetri, dal colore rossastro, con sfumature di verde con riflessi forforescenti. E' detto anche saltarello veneziano perché è molto diffuso nella Laguna Veneta e nel Polesine. Esso è molto simile alla tremolina, ma è più resistente e ha maggiore mobilità.Viene impiegato nella pesca sportiva per insidiare i pesci di media taglia, senza dimenticare che gli esemplari grandi, quelli superiori ai 10 centimetri vengono utilizzati per la cattura delle spigole .
lunedì 25 agosto 2014
Pesca Al Porto Di San Marco Di Castellabate
In questo articolo voglio parlare dello splendido porto di San Marco di Catellabate, in provincia di Salerno. San Marco è una frazione del comune di Castellabate, situato sulla costa, nel cuore del Parco Nazionale del Cilento. E' la sede portuale del comune e, il porto, è meta di numerosi pescatori sportivi i quali frequentano questo spot in quasi tutte le stagioni, ma soprattutto in primavera ed estate.
Durante l'estate le barche attraccate sono molte, ma nella parte finale, verso gli scogli, c'è molto spazio e le postazioni di pesca non mancano. E' possibile pescare sia a gallegiante, sia a fondo, perchè il fondale è sabbioso, tranne che nella parte vicino all'antemurale verso gli scogli, ma questo non crea mai pericoli durante i recuperi dei pesci.
Parlando per esperienza personale, posso affermare che i migliori momenti per pescare al porto di San Marco di Castellabate sono quelli che vanno da un ora prima dell'alba, fino a che il sole spunta dalle spalle della collina di Castellabate, ben visibe dal porto. Sono presenti molti saraghi, alcuni anche di buone dimensioni, occhiate, salpe e cefali, quest'ultimi però vengono pescati più verso l'interno del molo. Per quanto riguarda la presenza di spigole e orate, i pescatori locali mi hanno detto che, almeno per questa "strana e imprevedibile estate" 2014, si sono fatte parecchio desiderare, però per la gioa degli spinner, sono spesso presenti pesci serra e barracuda.
L'acqua, come si può notare dalla foto, è quasi sempre molto limpida, anche nei più movimentati mesi estivi, quindi bisogna pescare con terminali molto sottili, massimo 0,12 di notte e 0,10 di giorno.
In estate le migliori esche sono, il bigattino, se si pesca a gallegiante e, arenicola e coreano se si decide di pescare a fondo. Nei periodi più freddi meglio utilizzare esche più importanti e voluminose, come il verme americano e il bibi per la pesca a fondo e il gamberetto per la pesca con il gallegiante.
Per parcheggiare l'auto non dovrebbero esserci problemi perchè prima del porto c'è un ampio parcheggio, che, almeno per il momento, non è a pagamento e non è mai troppo zeppo di macchine, nemmeno in estate. Volendo, magari di notte o di mattina prestissimo, sempre con molta attenzione, si puo arrivare con la macchina fino in fondo agli scogli, scaricare le attrezzature da pesca e riportare l'auto fuori. Voglio sempre ricordare che la pesca all'interno dei porti non è consentita, ma in molti posti l'educazione dei pescatori, fa chiudere un occhio alle autorità competenti in materia.
Per arrivare a San Marco, dall'autostrada Salerno - Reggio Calabria, uscire a Battipaglia, proseguire per la statale 18 verso Agropoli, uscite ad Agropoli sud e segure le indicazioni per Castellabate.
L'acqua, come si può notare dalla foto, è quasi sempre molto limpida, anche nei più movimentati mesi estivi, quindi bisogna pescare con terminali molto sottili, massimo 0,12 di notte e 0,10 di giorno. In estate le migliori esche sono, il bigattino, se si pesca a gallegiante e, arenicola e coreano se si decide di pescare a fondo. Nei periodi più freddi meglio utilizzare esche più importanti e voluminose, come il verme americano e il bibi per la pesca a fondo e il gamberetto per la pesca con il gallegiante.
Per parcheggiare l'auto non dovrebbero esserci problemi perchè prima del porto c'è un ampio parcheggio, che, almeno per il momento, non è a pagamento e non è mai troppo zeppo di macchine, nemmeno in estate. Volendo, magari di notte o di mattina prestissimo, sempre con molta attenzione, si puo arrivare con la macchina fino in fondo agli scogli, scaricare le attrezzature da pesca e riportare l'auto fuori. Voglio sempre ricordare che la pesca all'interno dei porti non è consentita, ma in molti posti l'educazione dei pescatori, fa chiudere un occhio alle autorità competenti in materia.
Per arrivare a San Marco, dall'autostrada Salerno - Reggio Calabria, uscire a Battipaglia, proseguire per la statale 18 verso Agropoli, uscite ad Agropoli sud e segure le indicazioni per Castellabate.
martedì 25 febbraio 2014
Pesca In Buca Al Mare
L'evoluzione che negli ultimi anni stiamo vivendo, ha coinvolto tutto e tutti e sicuramente anche la nostra amata passione, la pesca, sta cambiando. Ho l'impressione che oggi determinati tipologie di pesca stiano scomparendo. I giovani pescatori sono sempre alla ricerca della cattura importante, quella da foto, magari da pubblicare su Facebook (come si fa oramai per tutto) per vantarsi con amici e conoscenti, che a loro volta faranno lo stesso. Per catturare l'esemplare da foto però, lo sappiamo tutti, abbiamo bisogno di attrezzature di ottima qualità è praticare, magari, il surfcasting o lo spinning, tecniche che però oltre a regalarci forti emozioni, ci regalano anche tanti cappotti. Tempo fa non dimentichiamo, non c'erano tutte le possibilità economiche di oggi e i pescatori non andavano troppo per il sottile; oltre a divertirsi, volevano portare a casa un buon carniere per gustarlo con tutta la famiglia e la pesca in buca era una di quelle tecniche che permetteva di catturare un gran bel numero di prede, certo non pregiate come spigole, orate o dentici, ma la "zuppa" sicuramente ci usciva.
La pesca in buca in mare è molto antica e la si pratica dalle scogliere. Una volta individuate "le buche", caleremo nel loro interno le nostre esche, alla ricerca di tordi(foto a sinistra), ghiozzi, scorfani, ma anche occhiate(foto a destra) e saraghi. Questi pesci andranno ricercati dalle buche più vicine, fino a quelle distanti 9-10 metri dagli scogli, quindi le canne dovranno avere lunghezze dai 3 fino ai 10 metri, a seconda della lontananza, anche se per praticare al top questa tecnica, le canne più indicate sono le teleregolabili, le quali possono coprire tutte le distanze da noi desiderate.

Se usiamo la canna bolognese per la pesca in buca, il mulinello lo caricheremo con nylon dello 0,22 a cui agganceremo un trave dello 0,18, con piombo finale dal peso variabile dai 5 ai 20 grammi. A questo trave applicheremo 2 terminali molto corti, 20 - 25 cm al massimo, dello 0,14. Le canne dovranno avere molta sensibilità alla vetta, perché avvisteremo le abboccate direttamente da essa, senza l'ausilio del galleggiante. E' preferibile utilizzare le vette multicolore, per meglio osservare le tocche, anche in momenti di poca luce. Per capire meglio la descrizione della montatura sopra indicata potete prendere spunta dal vecchio articolo "pesca in calata" perché è molto simile.
Le esche migliori sono la tremolina e il verme coreano. Ottimi risultati li avrete anche con la polpa del gambero e il polmone della cozza.
Con una buona pasturazione a base di cozze schiacciate, e seguendo questi semplici consigli, la pesca in buca dagli scogli vi farà fare di sicuro degli ottimi carnieri sotto il profilo delle catture.
La pesca in buca in mare è molto antica e la si pratica dalle scogliere. Una volta individuate "le buche", caleremo nel loro interno le nostre esche, alla ricerca di tordi(foto a sinistra), ghiozzi, scorfani, ma anche occhiate(foto a destra) e saraghi. Questi pesci andranno ricercati dalle buche più vicine, fino a quelle distanti 9-10 metri dagli scogli, quindi le canne dovranno avere lunghezze dai 3 fino ai 10 metri, a seconda della lontananza, anche se per praticare al top questa tecnica, le canne più indicate sono le teleregolabili, le quali possono coprire tutte le distanze da noi desiderate.
Se usiamo la canna bolognese per la pesca in buca, il mulinello lo caricheremo con nylon dello 0,22 a cui agganceremo un trave dello 0,18, con piombo finale dal peso variabile dai 5 ai 20 grammi. A questo trave applicheremo 2 terminali molto corti, 20 - 25 cm al massimo, dello 0,14. Le canne dovranno avere molta sensibilità alla vetta, perché avvisteremo le abboccate direttamente da essa, senza l'ausilio del galleggiante. E' preferibile utilizzare le vette multicolore, per meglio osservare le tocche, anche in momenti di poca luce. Per capire meglio la descrizione della montatura sopra indicata potete prendere spunta dal vecchio articolo "pesca in calata" perché è molto simile.
Le esche migliori sono la tremolina e il verme coreano. Ottimi risultati li avrete anche con la polpa del gambero e il polmone della cozza.
Con una buona pasturazione a base di cozze schiacciate, e seguendo questi semplici consigli, la pesca in buca dagli scogli vi farà fare di sicuro degli ottimi carnieri sotto il profilo delle catture.
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venerdì 3 gennaio 2014
Esche Naturali Per Mare: Il Paguro
Tra le esche naturali da usare in mare, il paguro è sicuramente una delle migliori per saraghi, orate e pagelli. Il paguro è diffuso in tutto il mar Mediterraneo, vive all'interno di conchiglie rimaste vuote da altri molluschi. Una volta che le sue dimensioni aumentano, il paguro è costretto a cambiare conchiglia cercandone una più grossa, questo per difendersi dagli attacchi dei predatori.
Il paguro viene principalmente utilizzato nella pesca a fondo, pesca in cui garantisce ottimi risultati, sia a livello di catture che a livello di selezione per quanto riguarda la taglia delle prede.
L'innesco del paguro viene effettuato su ami del tipo beack dalle misure variabili dal 4 all'8 in relazione alla sua grandezza. L'amo lo si fa passare nella zona molle sotto la coda, e grazie alla conformazione ricurva del crostaceo, calzerà alla perfezione, nascondendo completamente l'amo, di cui si farà fuoriuscire solo la punta(su internet ci sono molti ottimi video in cui è visibile l'innesco). Per non rovinare l'esca è preferibile utilizzare ami di ottima qualità e affilatissimi. Nel caso i paguri siano molto piccoli, è possibile innescarne due su un amo solo.
I paguri li possiamo recuperare sulle spiagge sabbiose in momenti di bassa mare, oppure rivolgerci, se possibile, a pescatori professionisti che potrebbero procurarci gli esemplari più grandi.
Il paguro viene principalmente utilizzato nella pesca a fondo, pesca in cui garantisce ottimi risultati, sia a livello di catture che a livello di selezione per quanto riguarda la taglia delle prede.
L'innesco del paguro viene effettuato su ami del tipo beack dalle misure variabili dal 4 all'8 in relazione alla sua grandezza. L'amo lo si fa passare nella zona molle sotto la coda, e grazie alla conformazione ricurva del crostaceo, calzerà alla perfezione, nascondendo completamente l'amo, di cui si farà fuoriuscire solo la punta(su internet ci sono molti ottimi video in cui è visibile l'innesco). Per non rovinare l'esca è preferibile utilizzare ami di ottima qualità e affilatissimi. Nel caso i paguri siano molto piccoli, è possibile innescarne due su un amo solo.
I paguri li possiamo recuperare sulle spiagge sabbiose in momenti di bassa mare, oppure rivolgerci, se possibile, a pescatori professionisti che potrebbero procurarci gli esemplari più grandi.
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venerdì 6 dicembre 2013
Pescare Con La Patella
La patella(Patella careulea), è un mollusco monovalva molto diffuso nel mar Mediterraneo, mar Nero e Oceano Atlantico. Vive sugli scogli soggetti a variazione di maree, nella zona di risacca, dove aderisce con forza allo strato roccioso. Ha la forma di cono appiattito, si nutre di alghe ed è grande mediamente 2-3 centimetri. Le più grandi arrivano a 4 centimetri. La patella è un'esca naturale molto valida, efficacissima per i saraghi e per tutti i sparidi in generale.
Reperirle è semplicissimo. Basta recarsi su degli scogli durante le fasi di bassa marea, quando le patelle si trovano fuori dall'acqua e staccarle dalle roccie con l'ausilio di un coltellino.
Pescare con la patella come esca è particolarmente indicato nel periodo invernale. Essa, una volta tolta dal suo guscio può essere utilizzata sia a pezzi per le tecniche con il galleggiante, sia intera per le tecniche di fondo. Ha un'ottima consistenza e quindi sopporta anche lanci abbastanza violenti e resiste agli attacchi della minutaglia.
Pescando dagli scogli, in presenza di prede di una certa dimensione, possiamo innescare anche due o più esemplari su ami robusti a gambo medio dalle misure comprese tra il 4 e il 12. Questa operazione può essere fatta anche pescando a surfcasting.
Una volta staccate dalle rocce, evitiamo di esporle al sole. Possiamo conservarle in un panno umido nel frigorifero e quando le portiamo a pesca meglio trasportarle in una borsa termica.
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sabato 5 ottobre 2013
Pesca Con Le Camole In Mare
Andando a pesca in mare, ci accorgiamo a volte che le solite esche non hanno effetto sui nostri amici pinnuti, vuoi per la troppa pressione di pesca vuoi per altri fattori, quali la corrente, la temperatura dell'acqua, la stagionalità, ecc. In queste situazioni, avere un esca diversa dal solito può fare la differenza. Una di queste esche è sicuramente la camola. La "camola del miele" ha la stessa forma e colore di un bigattino, ma è molto più grande ed è una delle esche più conosciute ed utilizzate nella pesca alla trota il laghi e torrenti, ma nonostante ciò, può dare ottimi risultati anche nella pesca in mare, dove è apprezzata da molte specie.
Possiamo utilizzare la camola nella pesca in mare, nei fondali alti, a mezz'acqua, alla ricerca di grosse occhiate o sul fondo alla ricerca di grossi saraghi e orate. Quindi grazie anche alla sua corporatura grossa e resistente, la possiamo utilizzare in varie tecniche di pesca, sia a galleggiante che a fondo.
Pescando con la camola in mare, grazie alle sue grosse dimensioni avremo la possibilità di utilizzare ami più grossi e quindi essere più tranquilli in eventuali recuperi di prede con apparati boccali potenti. Nell'innesco possiamo utilizzarle singolarmente o meglio doppie (foto). Una la faremo calzare interamente sull'amo, l'altra nella parte finale dell'amo, in modo da creare più movimento in acqua. Durante le fasi dell'innesco facciamo attenzione a non fare uscire il liquido giallo che si trova nel loro interno, quindi usiamo ami affilatissimi e di ottima qualità.
Utilizzeremo la camola in condizioni di mare calmo e limpido, perché in queste circostanze darà i migliori risultati. I terminali saranno lunghi, fino a 2 metri e mezzo, in fluorocarbon, leggermente più grandi di quelli utilizzati per il bigattino, senza però mai superare lo 0,16.
Nell'acquisto delle camole controlliamo che abbiano una consistenza soda e siano di colore giallo chiaro. Le possiamo conservare per qualche giorno in frigo.
lunedì 29 ottobre 2012
Pescare Con Il Formaggio In Mare
Il formaggio è una componente fondamentale della pesca in mare. Viene usato quasi esclusivamente come additivo per le pasture come richiamo per sparidi e muggini. Nonostante questo, molti pescatori ignorano le sue qualità quando viene utilizzato direttamente come esca e molte volte, la pesca in mare con il formaggio, può riservarci delle belle sorprese.
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sabato 17 marzo 2012
Esche Per I Saraghi
Le varie specie di sarago, nel mar Mediterraneo, frequentano soprattutto le coste rocciose, ma anche i porti e le spiagge con litorali sabbiosi. Sia per i pescatori di surfcasting, che per gli amanti della bolognese, il sarago rappresenta sempre una cattura gradita, soprattutto quello di grandi dimensioni, il quale sarà capace di impegnarci in recuperi difficili ed entusiasmanti, mettendo a dura prova le nostre montature.
Per insidiare il sarago con le tecniche che prevedono l'utilizzo del galleggiante l'esca migliore è il bigattino. Dalle scogliere, con il mare leggermente mosso, innescando il bigattino su un amo numero 16, andremo a posizionare il galleggiante, di forma sferica, direttamente nella schiuma delle onde e con un'attenta pasturazione(di bigattini), le abboccate di sicuro non mancheranno. Sempre con la stessa tecnica, ma dai porti oltre al bigattino, potremo pescare i saraghi con pastelle al formaggio o direttamente con pezzettini di formaggio abbastanza duro, innescati su piccoli ami. Per pescarli a galleggiante usiamo terminali lunghi 60-70 cm del diametro dello 0,12-0,14 usando il fluorocarbon o il fluorocoated.
Per la pesca a fondo dalle spiagge, i saraghi possono essere pescati con la tremolina, l'americano e le striscioline di calamaro. Pescando a fondo dai porti oltre alla tecnica del pasturatore e bigattini, da buoni risultati anche l'inerno della cozza.
In basso una foto di un bel sarago di circa mezzo chilo, pescato con la bolognese utilizzando i bigattini come esca.
Per insidiare il sarago con le tecniche che prevedono l'utilizzo del galleggiante l'esca migliore è il bigattino. Dalle scogliere, con il mare leggermente mosso, innescando il bigattino su un amo numero 16, andremo a posizionare il galleggiante, di forma sferica, direttamente nella schiuma delle onde e con un'attenta pasturazione(di bigattini), le abboccate di sicuro non mancheranno. Sempre con la stessa tecnica, ma dai porti oltre al bigattino, potremo pescare i saraghi con pastelle al formaggio o direttamente con pezzettini di formaggio abbastanza duro, innescati su piccoli ami. Per pescarli a galleggiante usiamo terminali lunghi 60-70 cm del diametro dello 0,12-0,14 usando il fluorocarbon o il fluorocoated.
Per la pesca a fondo dalle spiagge, i saraghi possono essere pescati con la tremolina, l'americano e le striscioline di calamaro. Pescando a fondo dai porti oltre alla tecnica del pasturatore e bigattini, da buoni risultati anche l'inerno della cozza.
In basso una foto di un bel sarago di circa mezzo chilo, pescato con la bolognese utilizzando i bigattini come esca.
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giovedì 3 novembre 2011
Pasturare In Mare Dagli Scogli
La pesca sportiva dalle scogliere naturali è sempre molto bella ed affascinante, primo per la bellezza dei paesaggi che solitamente offrono questi luoghi, secondo per le numerose specie insidiabili. Saraghi e occhiate le specie più diffuse in questo habitat, ma possiamo benissimo allamare triglie, tordi, scorfani, aguglie, sciarrani, ecc.., insomma ce da divertirsi. Ma per mantenere i pesci in attività c'è bisogno di effettuare una buona pasturazione.
Per preparare una buona pastura fai da te per pescare dagli scogli abbiamo bisogno di pochi elementi: olio di sarda, mollica del pane, sabbia e farina.
Ammolliamo il pane e mescoliamolo quanto basta con l'olio di sarda. Aggiungeremo, poco alla volta, la sabbia all'impasto ottenuto che darà peso alla pastura per farla affondare più velocemente. Ovviamente più sabbia ci sarà nella pastura più il composto affonderà velocemente. Infine aggiungeremo un po di farina per amalgamare il tutto e dare maggiore consistenza in modo da preparare piccole palline da lanciare.
Prima di cominciare a pasturare dagli scogli, dovremo però studiarci la corrente e in relazione anche della velocità di affondamento della pastura dovremo effettuare lanci molto precisi, non esagerando mai con il quantitativo.
Vedi pure: Pasture per la pesca in mare
Per preparare una buona pastura fai da te per pescare dagli scogli abbiamo bisogno di pochi elementi: olio di sarda, mollica del pane, sabbia e farina.
Ammolliamo il pane e mescoliamolo quanto basta con l'olio di sarda. Aggiungeremo, poco alla volta, la sabbia all'impasto ottenuto che darà peso alla pastura per farla affondare più velocemente. Ovviamente più sabbia ci sarà nella pastura più il composto affonderà velocemente. Infine aggiungeremo un po di farina per amalgamare il tutto e dare maggiore consistenza in modo da preparare piccole palline da lanciare.
Prima di cominciare a pasturare dagli scogli, dovremo però studiarci la corrente e in relazione anche della velocità di affondamento della pastura dovremo effettuare lanci molto precisi, non esagerando mai con il quantitativo.
Vedi pure: Pasture per la pesca in mare
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mercoledì 17 agosto 2011
Pescare Il Sarago Dalla Spiaggia
Il sarago è uno dei pesci più presenti nel sottocosta italiano. Precisamente comprende 13 specie, ma le più conosciute dai pescasportivi sono: maggiore, fasciato e pizzuto. E' una preda molto ricercata sia per la qualità delle sue carni, sia per l'emozione che offre durante il recupero, dove anche esemplari di piccola taglia ci daranno del filo da torcere, soprattutto in situazioni di mare schiumoso.Per pescare il sarago dalla spiaggia, ed impostare la nostra pescata specificamente alla ricerca di questo sportivissimo sparide, dovremo prima di tutto scegliere per bene il nostro luogo di pesca.
La spiaggia dovrà essere di tipo misto, cioè sabbia e roccia, a degrado medio. Lanciamo la nostra esca, se possibile, nelle vicinanza di eventuali scogli o rocce oppure in prossimità delle secche, in pratica in tutti quei luoghi dove il sarago viene attirato dalla formazione di posidonia.
Essendo una specie "onnivora", le esche che possiamo usare sono molteplici, ma nello specifico il coeano e l'arenicola rappresentano la regola, ma vonno bene anche piccoli tocchetti di sarda fresca.
Per quando riguarda le canne, vanno bene le classiche da beachlegering, l'importante è usare monofili di buona qualità e di non andare troppo per il sottile: 0,22-0,25 in bobina e terminali dello 0,16-0,18.
Nel recupero, soprattutto se ci accorgessimo di avere preso un esemplare di discrete dimensioni, la frizione dovrà essere allentata al minimo, poiché cedendo troppo filo, il sarago con improvvise testate prenderà di mira le buche più vicine.
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giovedì 21 luglio 2011
Pescare Il Sarago Sparaglione
Il sarago sparlotto è tra le specie di pesci più presenti nei nostri mari. Lo si trova in branchi un o in tutti gli ambienti marini, dal sottocosta fino al largo.Tra i saraghi è quello meno pregiato, causa le sue dimensioni che arrivano massimo a 20 cm.
Però è una specie gregaria, quindi una volta individuato il branco si possono effettuare catture a ripetizione.
Per pescare il sarago sparaglione con la bolognese è preferibile recarsi all'interno dei porti, utilizzando canne di 6-7 metri con mulinelli appropriati caricati monofilo dello 0,16. Il galleggiante sarà fisso o scorrevole di 1,5-3 gr. tarato con una piombatura di pallini larga e a scalare. Il terminale 0,12 non dovrà superare i 70 cm. Ami dal 12 al 16.
Per insidiarlo a fondo dal porto o dagli scogli, utilizzeremo canne da lancio(4,5 -5 metri) di media potenza, con mulinelli imbobinati con monofilo 0,22 e terminali 0,18.
Il sarago sparaglione è onnivoro e molto vorace. Come esche possiamo utilizzare la polpa di gambero o di scampo, ma anche le sriscette di calamaro battuto. Vanno bene anche pastelle per i cefali dall'odore di formaggio e i bigattini.
Sia pescando con la bolognese che a fondo, e ci siamo accertati della presenza di un branco di saraghi, non dobbiamo ferrare subito ai primi affondamenti del gallegiante o ai primi sussulti della vetta, pazientiamo e ferriamo dopo colpi più decisi.
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lunedì 30 maggio 2011
Pescare Con La Bolognese Dalla Scogliera
In Italia sono quasi 8000 i chilometri di costa caratterizzati da scogliere naturali. Le scogliere che possiamo incontrare sono di diversa natura: c'è quella alta che si affaccia a strapiombo sul mare, caratterizzata da un fondale profondo(buona per praticare il rockfishing) e poi c'e la scogliera bassa, adatta alla pesca con la canna bolognese, perché presenta fondali discretamente profondi,ma che degradano più dolcemente tra rocce e canali.Per pescare con la bolognese dalla scogliera,abbiamo quindi il bisogno di trovarci un buono spot su una scogliera bassa.
Sceglieremo la lunghezza della canna in base alla profondità dell'acqua, quindi mediamente tra i 5 e i 7 metri. Andremo a pescare tra buche e anfratti,alla ricerca di cefali,occhiate, aguglie e boghe di giorno,e con un po di fortuna anche qualche orata. Stessa cosa faremo di notte alla ricerca di spigole e saraghi,che però durante le scadute possono abboccare anche di giorno.
I mulinelli, li caricheremo con nylon dello 0,16-0,18.
I galleggianti da 1 grammo fino a 4 grammi se dobbiamo lanciare più in lontananza,di forma affusolata se il mare è calmo,più tondeggianti se l'acqua è mossa. La piombatura a scalare, in modo che la nostra esca arrivi sul fondo in leggerezza,così da non insospettire i pesci.
Il terminale 0,10-0,14 preferibile in fluorocarbon.
L'esca universale dalla scogliera è il bigattino,catturante per tutti i pesci sopra menzionati.
Gli ami, sempre di buona qualità, di misure dal 16 al 20.
Se utilizziamo il bigattino come esca,questo può essere utilizzato anche come pastura. Se stiamo insidiando cefali e salpe useremo come pastura uno sfarinato a base di formaggio. Per le boghe e aguglie le sarde triturate manterranno il branco sempre attivo.
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mercoledì 20 aprile 2011
Surfcasting In Primavera
Ormai la primavera è arrivata e con essa le belle giornate. Ora le uscite di pesca sono più frequenti e meno impegnative di quelle invernali. La temperatura dell'acqua in questo periodo, se pur di poco, comincia a salire, facendo cambiare le abitudini alimentari di molti pesci. Per i pescatori di surfcasting il periodo impegnativo della spigola è finito ed ora inizia il periodo degli sparidi: saraghi, orate e mormore.Comincia il periodo buono anche per le orate, periodo che raggiunge il suo picco massimo in piena estate.
A differenza del sarago, le orate mangiano quasi sempre con mare calmo, piatto addirittura. Le migliori ore sono quelle centrali della giornata, quando la temperatura dell'acqua è più alta. L'esca migliore per l'orata è sicuramente il bibi. Data la limpidezza delle acque che caratterizza questo periodo, useremo ami di qualità molto buona, molto penetranti e piombi di grammature elevate fissi sulla lenza, in modo da avere un'azione autoferrante, perché l'orata è un pesce molto sospettoso che al minimo segnale di pericolo sputa fuori l'esca.
In primavera ritroviamo anche le mormore che cominciano ad essere stanziali sugli arenili costieri. Per le mormore pescheremo più leggeri innescando l'arenicola o il bigattino(con il pasturatore).
Nel surfcasting in primavera diventa importante l'attrezzatura. In ogni uscita dobbiamo avvalerci di molte canne con caratteristiche diverse e molte esche, perché ci troviamo pur sempre in una stagione intermedia e quindi imprevedibile. Possiamo trovarci di mattina presto con mare mosso, buono per i saraghi e ritrovarci dopo qualche ora con mare calmo buono per le orate o viceversa, questo vuol dire che dovremo spesso cambiare grammatura alla montatura e molte volte cambiare canne ed esche.
giovedì 10 marzo 2011
Pesca Con La Bolognese: Le Esche
Andare a pesca in orari fuori marea,insidiare specie che al momento sono poco attive,come già abbiamo detto non è il massimo.Se a tutto questo sommiamo anche l'utilizzo di esche non idonee,il fallimento dell'uscita di pesca è assicurato!
Quando si parla di pesca con la bolognese,la tradizione la associa al bigattino,ma quest'ultimo non è,e non deve essere l'unico innesco.
Il "famigerato" bigattino di certo è l'esca più utilizzata dai pescatori di bolognese.Non è un caso perché è un'esca eccellente e la sua potenzialità è il suo raggio d'azione sono davvero enormi.Ad esempio nonostante le sue piccole dimensioni,non è raro che con il bigattino si fanno catture di spigole molto grandi,lo stesso vale per i saraghi e talvolta anche per le orate.
A volte però si finisce per utilizzarlo anche quando sarebbe più utile sostituirlo con esche più redditizie in quel determinato momento.
Anche se risultano inneschi poco associabili alla bolognese,il verme americano o il granchio sono da preferirsi al bigattino nei periodi invernali,magari in quelli stessi spot dove d'estate peschiamo le spigole con la larvetta.
Altre esche,poco utilizzate a bolognese,ma che risultano molto catturanti,sono il gamberetto vivo e l'anguillina,che magari ci permetteranno di allamare la spigola record da sempre desiderata.
Un'altro innesco è quello della cozza,molto utilizzato in Liguria,soprattutto per catturare le orate,dove da anni i locali pescano e pasturano con essa,facendo risultare poco efficaci in quelle zone l'utilizzo di altre esche.
Per il sarago dagli scogli,che è un'altra passione dei pescatori di bolognese,nessuno ci vieta di innescare esche più corpose come i filetti di sarda,e sicuramente con questa esca faremo la differenza in termini di taglia.Per il sarago vanno bene anche gamberetto,cannolicchio,formaggio duro.
Quindi bolognese non è solo bigattino,anche se a quest'esca dobbiamo comunque riconoscere il merito di essere comoda,economica,molto catturante specie nei periodi più caldi,ma la sua qualità migliore è il suo raggio di azione molto ampio.
Il "famigerato" bigattino di certo è l'esca più utilizzata dai pescatori di bolognese.Non è un caso perché è un'esca eccellente e la sua potenzialità è il suo raggio d'azione sono davvero enormi.Ad esempio nonostante le sue piccole dimensioni,non è raro che con il bigattino si fanno catture di spigole molto grandi,lo stesso vale per i saraghi e talvolta anche per le orate.
A volte però si finisce per utilizzarlo anche quando sarebbe più utile sostituirlo con esche più redditizie in quel determinato momento.
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| VERME AMERICANO |
Altre esche,poco utilizzate a bolognese,ma che risultano molto catturanti,sono il gamberetto vivo e l'anguillina,che magari ci permetteranno di allamare la spigola record da sempre desiderata.
Un'altro innesco è quello della cozza,molto utilizzato in Liguria,soprattutto per catturare le orate,dove da anni i locali pescano e pasturano con essa,facendo risultare poco efficaci in quelle zone l'utilizzo di altre esche.
Per il sarago dagli scogli,che è un'altra passione dei pescatori di bolognese,nessuno ci vieta di innescare esche più corpose come i filetti di sarda,e sicuramente con questa esca faremo la differenza in termini di taglia.Per il sarago vanno bene anche gamberetto,cannolicchio,formaggio duro.
Quindi bolognese non è solo bigattino,anche se a quest'esca dobbiamo comunque riconoscere il merito di essere comoda,economica,molto catturante specie nei periodi più caldi,ma la sua qualità migliore è il suo raggio di azione molto ampio.
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| GAMBERETTO |
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sabato 5 febbraio 2011
Pesca Al Sarago Con La Bolognese
Prima di parlare della tecnica è bene informarvi dei migliori periodi per pescare il sarago e delle sue abitudini alimentari.
Molto attivo dalla primavera fino all'inizio dell'autunno, il sarago predilige i fondali rocciosi o misti (roccia e sabbia),dove si intana in qualche buca pronto ad uscire per cibarsi.
Di giorno è raro che vada a caccia di cibo (lo fa durante la scaduta), comincia a cacciare dopo il tramonto,momento in cui è solito setacciare il fondale in cerca di molluschi.
Sapendo questo possiamo prepararci al meglio alla nostra battuta di pesca al sarago con la canna bolognese.
Ottime quindi le scogliere naturali o artificiali, dove pescheremo con bolognesi abbastanza lunghe con galleggiante fisso. Tra gli scogli il nylon in bobina avrà dimensioni dallo 0,22 allo 0,26 e terminali 0,16-0,18, questo per evitare rotture dovute allo sfregamento del filo con le rocce. Le migliori esche sono i formaggi duri e i tocchetti di sardina. Sondiamo e cerchiamo di posizionare la nostra esca più vicino possibile al fondo. Gli ami dal 9 al 16 in base al nostro innesco.
Buoni risultati possiamo averli anche dai moli o nei porti, a patto che ci sia una buona profondità d'acqua. In questi luoghi possiamo diminuire i diametri dei nostri monofili, ma sia il nylon imbobinato sia i terminali dovranno essere di buona qualità, perché il sarago attacca in maniera molto dura e ingoia completamente l'esca ed è molto combattivo durante il recupero.
Dai porti la migliore esca è l'universale bigattino. Pastureremo la nostra zona di pesca sempre con i bigattini lanciati con la fionda. Possiamo innescare sull'amo anche bocconi da tre bigattini tutti insieme; il sarago a differenza della sospettosa spigola, non fa molti complimenti!
Molto attivo dalla primavera fino all'inizio dell'autunno, il sarago predilige i fondali rocciosi o misti (roccia e sabbia),dove si intana in qualche buca pronto ad uscire per cibarsi.
Di giorno è raro che vada a caccia di cibo (lo fa durante la scaduta), comincia a cacciare dopo il tramonto,momento in cui è solito setacciare il fondale in cerca di molluschi.
Sapendo questo possiamo prepararci al meglio alla nostra battuta di pesca al sarago con la canna bolognese.
Ottime quindi le scogliere naturali o artificiali, dove pescheremo con bolognesi abbastanza lunghe con galleggiante fisso. Tra gli scogli il nylon in bobina avrà dimensioni dallo 0,22 allo 0,26 e terminali 0,16-0,18, questo per evitare rotture dovute allo sfregamento del filo con le rocce. Le migliori esche sono i formaggi duri e i tocchetti di sardina. Sondiamo e cerchiamo di posizionare la nostra esca più vicino possibile al fondo. Gli ami dal 9 al 16 in base al nostro innesco.
Buoni risultati possiamo averli anche dai moli o nei porti, a patto che ci sia una buona profondità d'acqua. In questi luoghi possiamo diminuire i diametri dei nostri monofili, ma sia il nylon imbobinato sia i terminali dovranno essere di buona qualità, perché il sarago attacca in maniera molto dura e ingoia completamente l'esca ed è molto combattivo durante il recupero.
Dai porti la migliore esca è l'universale bigattino. Pastureremo la nostra zona di pesca sempre con i bigattini lanciati con la fionda. Possiamo innescare sull'amo anche bocconi da tre bigattini tutti insieme; il sarago a differenza della sospettosa spigola, non fa molti complimenti!
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lunedì 31 gennaio 2011
Canna Da Pesca Maver Legend Usata
Causa inutilizzo, vendo canna fissa maver legend 9 metri, come nuova.
Modello E.Bonzio, in carbonio alto modulo, con cimino svettato, ottima per pescare con lenze sottilissime (forse la migliore). Adatta per pescare la spigola dai moli, ma non solo. Una volta allamato il pesce regala piaceri unici per la sua impareggiabile leggerezza e flessibilità.
In basso le immagini della canna.
Modello E.Bonzio, in carbonio alto modulo, con cimino svettato, ottima per pescare con lenze sottilissime (forse la migliore). Adatta per pescare la spigola dai moli, ma non solo. Una volta allamato il pesce regala piaceri unici per la sua impareggiabile leggerezza e flessibilità.
In basso le immagini della canna.
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| MAVER LEGEND 1 |
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| MEVER LEGEND 9 METRI |
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| MEVER LEGGEND VETTA |
Il prezzo è di 100 euro per informazioni lasciate un messaggio a tupac-en@hotmail.it
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