La pesca dagli scogli con il pasturatore, oggi conosciuta anche come feeder rock fishing, è una tecnica molto affascinante e redditizia, perchè destinata alla cattura di molteplici specie ittiche, soprattutto sparidi, sciarrani, donzelle e, con un pò di fortuna, anche scorfani e corvine. Vediamo in che maniera praticare al meglio questo tipo di pesca senza incappare in spiacevoli situazioni di incaglio.
La soluzione a ogni problema...è andare a pesca, e più il problema è grave e più lungo dovrebbe essere il viaggio..."John Gierach"
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lunedì 8 febbraio 2016
martedì 12 gennaio 2016
Surfcasting Al Sarago Faraone
Il sarago faraone è di sicuro il sarago più bello e più ricercato dai pescatori sportivi. Dotato di una splendida livrea di colore argento-bronzeo, con fasce scure, il faraone è tra le specie di sarago quello che raggiunge le dimensioni maggiori. E' dotato di un corpo massiccio e, in alcuni casi può superare anche i 3 chili di peso. Nell'oceano Atlantico raggiunge, in casi eccezionali, anche i 5 chili.
martedì 29 settembre 2015
Canna Surfcasting Espiazione Tubertini
Immesse da poco tempo sul mercato, le canne da pesca Espiazione della Tubertini, rappresentano il top per quanto riguarda il surfcasting puro. E' disponibile in 6 modelli dai 160 ai 250 grammi.
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lunedì 9 marzo 2015
Durata Delle Esche In Mare
Molti pescatori, soprattutto quelli alle prime armi, si saranno chiesti quanto tempo può rimanere la propria esca in acqua, prima di essere sostituita. A questa domanda non è semplice rispondere, perché dipende dalla tipologia di esca, ma è bene sapere che un innesco "vecchio", oppure danneggiato, perde gran parte del suo potere catturante.In linea di massima possiamo dire che per i vermi di mare comunemente utilizzati nel surfcasting e nella pesca a fondo in generale, i tempi di recupero non dovranno superare mai i 15 minuti, fatta eccezione per l'arenicola che essendo più delicata va cambiata più spesso e per il bibi, che essendo più resistente può restare anche per 20-25 minuti.
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giovedì 15 gennaio 2015
Pesca In Mare Con Il Palloncino
Per pescare in mare con il vivo, oltre alla teleferica, un'altra tecnica è quella della pesca con il palloncino da riva, conosciuta anche con il nome di "ballooning fishing".
La pesca in mare con il palloncino, viene fatta per catturare i pesci predatori del sottocosta, ma ha lo svantaggio che può essere praticata solo in presenza di vento che soffia alle spalle, cioè dalla terra verso il mare, o dalla spiaggia o dalle scogliere naturali.
Anche se per quanto riguarda le montature esistono numerose varianti, lo scopo finale è sempre lo stesso: il palloncino sospinto dal vento dovrà portare in lontananza il pesce esca.
La pesca in mare con il palloncino, viene fatta per catturare i pesci predatori del sottocosta, ma ha lo svantaggio che può essere praticata solo in presenza di vento che soffia alle spalle, cioè dalla terra verso il mare, o dalla spiaggia o dalle scogliere naturali.
Anche se per quanto riguarda le montature esistono numerose varianti, lo scopo finale è sempre lo stesso: il palloncino sospinto dal vento dovrà portare in lontananza il pesce esca.
lunedì 17 novembre 2014
Innescare La Sarda All'Amo
In un vecchio articolo, tempo fa, parlammo della pesca con la sarda specificando le sue caratteristiche. Vediamo ora come innescare la sarda all'amo in modo ottimale in pochi semplici passaggi, utilizzandola per il surfcasting o per la pesca a fondo in generale.
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giovedì 31 luglio 2014
Nodo Albright Shock Leader
In molti articoli riguardanti il surfcasting, abbiamo spesso parlato dello shock leader. Voglio ricordare che lo shock leader, sarebbe in pratica, uno spezzone di filo più doppio che funge da paracolpi, in modo da non far spezzare la lenza madre quando si effettuano potenti lanci con piombi pesanti.
Uno dei nodi più conosciuti ed usati dai surfcaster è l'Albright, il quale rappresenta una delle migliori soluzioni per legare due lenze di diametro differente. Il nodo Albright non è molto difficile da eseguire e le sue caratteristiche lo rendono particolarmente indicato per la realizzazione dello shock leader e, se ben fatto riesce a conservare circa l'80% del carico di rottura dei monofili impiegati. Vediamo ora passo per passo come è possibile realizzarlo, con l'ausilio di 6 immagini:
Con il filo del diametro più grande formiamo un asola, dove faremo passare il capo del filo di diametro inferiore.
Uno dei nodi più conosciuti ed usati dai surfcaster è l'Albright, il quale rappresenta una delle migliori soluzioni per legare due lenze di diametro differente. Il nodo Albright non è molto difficile da eseguire e le sue caratteristiche lo rendono particolarmente indicato per la realizzazione dello shock leader e, se ben fatto riesce a conservare circa l'80% del carico di rottura dei monofili impiegati. Vediamo ora passo per passo come è possibile realizzarlo, con l'ausilio di 6 immagini:
Con il filo del diametro più grande formiamo un asola, dove faremo passare il capo del filo di diametro inferiore.
Eseguiremo alcuni giri, minimo 6, in direzione dell'asola.
Ora introdurremo il capo del filo più sottile all'interno dell'asola, nello stesso verso in cui si è infilato nell'imagine 2.
Accostiamo bene le spire, senza che si accavallino, una affianco all'altra e alla fine(immagine 6) umidifichiamo e serriamo con forza, tirando uno alla volta entrambi i capi del filo.
Il mio consiglio e quello di seguire la spiegazione e le immagini sopra indicate, con in mano due fili di diametro differente e, mentre leggete e guardate le immagini, cominciare a provare ad eseguire il nodo. Una volta che vi accorgerete di aver fatto un buon lavoro, sarete pronti per riportare il nodo Albright sulle vostre montature e ricordate che il destino delle vostre catture è affidato proprio alla buona realizzazione dei nodi.
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giovedì 18 luglio 2013
Come Innescare L'Aguglia Viva
L'aguglia oltre ad essere un pesce molto divertente da pescare è anche un'ottima esca da utilizzare viva alla ricerca dei potenti predatori del sotto costa. Viene ampiamente utilizzata anche dalla barca per predatori come tonni e pesci spada.
Nella pesca da terra l'aguglia viene innescata viva alla ricerca dei pesci serra e lecce amia, ma viene attaccata anche da grosse spigole e ricciole.
Subito dopo averla catturata, l'aguglia dovrà essere innescata con due ami, utilizzando molta cura ed attenzione. Il terminale sarà costituito da un cavetto d'acciaio su cui ci sarà un'amo numero 2/0 alla fine e un'altro, della stessa misura, scorrevole sul cavetto; tali finali vengono venduti già pronti nei negozi di pesca. L'importate è che gli ami dovranno essere robusti ed affilatissimi, in modo da non rovinare il pesce durante l'innesco. I due ami verranno appuntati con molta delicatezza sul dorso del pesce, permettendo all'esca di nuotare liberamente nell'acqua attirando su di se qualche predatore in cerca di cibo.
L'innesco dell'aguglia viva è consigliato tutto l'anno, ma il periodo migliore è sicuramente l'estate quando i pesci serra si avvicinano alla costa. Mediante la tecnica della teleferica l'aguglia viva ha dato molte soddisfazioni ai pescatori di rockfishing, consentendo catture da sogno come ricciole e dentici. Tale innesco può essere utilizzato dalle scogliere naturali, dagli antemurali dei porti, ma soprattutto in quelle zone dove vi sono grosse foci di fiumi. Ovviamente le attrezzature che andremo ad usare saranno molto pesanti perché con questo tipo di innesco mireremo alla cattura del pesce di taglia, quindi spazio a mulinelli di taglia grossa, canne potenti e nylon dello 0,35 e più.
Nella pesca da terra l'aguglia viene innescata viva alla ricerca dei pesci serra e lecce amia, ma viene attaccata anche da grosse spigole e ricciole.
Subito dopo averla catturata, l'aguglia dovrà essere innescata con due ami, utilizzando molta cura ed attenzione. Il terminale sarà costituito da un cavetto d'acciaio su cui ci sarà un'amo numero 2/0 alla fine e un'altro, della stessa misura, scorrevole sul cavetto; tali finali vengono venduti già pronti nei negozi di pesca. L'importate è che gli ami dovranno essere robusti ed affilatissimi, in modo da non rovinare il pesce durante l'innesco. I due ami verranno appuntati con molta delicatezza sul dorso del pesce, permettendo all'esca di nuotare liberamente nell'acqua attirando su di se qualche predatore in cerca di cibo.
L'innesco dell'aguglia viva è consigliato tutto l'anno, ma il periodo migliore è sicuramente l'estate quando i pesci serra si avvicinano alla costa. Mediante la tecnica della teleferica l'aguglia viva ha dato molte soddisfazioni ai pescatori di rockfishing, consentendo catture da sogno come ricciole e dentici. Tale innesco può essere utilizzato dalle scogliere naturali, dagli antemurali dei porti, ma soprattutto in quelle zone dove vi sono grosse foci di fiumi. Ovviamente le attrezzature che andremo ad usare saranno molto pesanti perché con questo tipo di innesco mireremo alla cattura del pesce di taglia, quindi spazio a mulinelli di taglia grossa, canne potenti e nylon dello 0,35 e più.
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martedì 22 gennaio 2013
Pescare Il Serra Con Il Vivo
Il pesca serra è una preda per lo più estiva, ma oramai le catture di questo fortissimo predatore si hanno anche nei mesi più freddi, questo grazie alla sua massiccia presenza in tutti i litorali italiani, soprattutto in quello laziale e quello nord campano. Per pescare il pesce serra con il vivo, se non si è molto esperti, è meglio cominciare a provare da quelle spiagge adiacenti alle foci dei fiumi, dove la presenza dei serra è quasi assicurata dalla massiccia mangianza naturale che si trova in tali zone.
Pescando da terra con il vivo, la tecnica più indicata è quella della teleferica e, trovandoci come detto in zone di foce, i migliori pesci da innescare sono il cefalo e l'aguglia. Nell'innesco del vivo, meglio usare due ami (disegno in basso), uno fisso e l'altro scorrevole. Il primo amo lo faremo passare tra la testa e la prima pinna dorsale, il secondo, quello scorrevole, tra la seconda pinna dorsale e la coda. Durante queste operazioni, dovremo essere molto attenti a non danneggiare troppo il pesce. Certo se non si hanno a disposizione piccoli cefali o aguglie, vanno bene anche altri tipi di pesce come occhiate, lecce stella o saraghi.
Una volta lanciato il nostro piombo da 120 grammi (ma anche più pesante) e una volta completate le operazioni di innesco, faremo scivolare delicatamente il nostro pesca esca in acqua, alzando al massimo la punta della canna per facilitare l'affondamento. Nel momento il cui il pesce comincia a nuotare ed allontanarsi, posizioniamo la nostra canna su di un picchetto e osserviamo la punta della canna per memorizzare i movimenti del cimino dovuti al muoversi dell'esca in acqua. Quando noteremo che questi movimenti diventano più bruschi, allora può essere che la nostra esca è stata attaccata.
La teleferica con esca viva però è indicata soprattutto dalle spiagge con fondali profondi, perché in quelle con fondali che degradano troppo lentamente, diventa difficile far allontanare il pesce esca.
Anche dai porti o dalle scogliere naturali, pescando con il vivo con la teleferica si hanno belle catture di pesci serra e nei periodi invernali non è raro che ad attaccare il nostro pesca esca sia una bella spigola.
Le canne da usare saranno quelle da surf da 150 - 180 grammi. I mulinelli dai 6500 in su, caricati con monofilo 0,35 - 0,40. Il finale dello 0,30 - 0,35 sarà lungo circa 2 metri. Obbligatorio nell'ultima parte il cavetto in acciaio.Un'altra tecnica per pescare con il vivo è quella del palloncino, che però necessita del vento alle nostre spalle per far si che l'esca si allontani.
martedì 4 dicembre 2012
Pescare Con Il Piombo Ballerina
Pescare con il piombo ballerina, a volte rappresenta l'unica soluzione utile per pescare su fondali misti e frastagliati, perché riduce di molto il rischio di incaglio. Il piombo ballerina, conosciuto anche come "temolino", è l'unico piombo che in acqua, una volta toccato il fondo, mantiene una posizione verticale grazie all'aria presente nel suo involucro di gomma. Quindi, per le sue caratteristiche, è molto utilizzato nella pesca a fondo dagli scogli e in commercio se ne trovano di diverse grammature, dai 20 ai 100 grammi.Nelle montature, questo piombo anti incaglio, è utilizzabile con il classico terminale a bandiera (disegno in basso), con uno o due braccioli. Le lenze madri saranno di diametro dello 0,25 e i braccioli, dal diametro variabile dallo 0,16 allo 0,22, dai 40 ai 70 cm di lunghezza. Presupponendo che pescheremo da scogliere naturali o artificiali, useremo infine ami a gambo lungo, in modo da innescare il verme coreano, che, oltre ad essere economico, risulta essere molto efficace in questi spot dai fondali scogliosi.
Oltre che su fondali misti, possiamo pescare con il temolino anche dalla spiaggia, in quei casi in cui vogliamo far muovere l'esca in modo da attirare le prede, in quelle particolari situazioni di calma piatta, magari aggiungendo un flotter al terminale, che in questo caso sarà più lungo (130-150 cm).
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giovedì 12 aprile 2012
Esche Per Il Rockfishing
Come già si è potuto capire in post precedenti, il rockfishing tra tutte le discipline di pesca da terra è quella che può regalare al pescatore le catture più grandi. Pescando dalle rocce oltre alle prede "da sogno", cernie e dentici su tutte, andremo ad insidiare anche tante altre specie non strettamente legate a questa tecnica come le orate, i grossi saraghi e tanti altri pesci, che di sicuro aprrezzeremo. Ed è proprio la grande varietà di prede che questa disciplina ci permette di catturare, che impone al pescatore di rockfishing, la conoscenza a 360° di esche e inneschi, oltre ad una buona preparazione tecnica.
Conoscere le esche per il rockfishing non è difficile, basta informarsi su riviste dedicate o su internet. Il difficile arriva quando ci troviamo su una scogliera e dovremo scegliere quella giusta in quel determinato momento a seconda della situazione e del luogo; ma la cosa fondamentale è preparare l'innesco con molta cura, utilizzando ami proporzionati all'esca e rendere il tutto più invitante e naturale possibile.
Senza entrare troppo nello specifico possiamo affermare che l'intramontabile sardina, rimane una delle esche più catturanti. Certo se stiamo pescando su fondali molto importanti alla ricerca del dentice, dovremo innescare la sardina intera su un amo non inferiore allo 1/0 aiutati dal filo elastico. Ovviamente se ci troviamo in luoghi dove è forte la presenza di saraghi, la sardina la innescheremo a tranci su ami più piccoli.
Conoscere le esche per il rockfishing non è difficile, basta informarsi su riviste dedicate o su internet. Il difficile arriva quando ci troviamo su una scogliera e dovremo scegliere quella giusta in quel determinato momento a seconda della situazione e del luogo; ma la cosa fondamentale è preparare l'innesco con molta cura, utilizzando ami proporzionati all'esca e rendere il tutto più invitante e naturale possibile.
Senza entrare troppo nello specifico possiamo affermare che l'intramontabile sardina, rimane una delle esche più catturanti. Certo se stiamo pescando su fondali molto importanti alla ricerca del dentice, dovremo innescare la sardina intera su un amo non inferiore allo 1/0 aiutati dal filo elastico. Ovviamente se ci troviamo in luoghi dove è forte la presenza di saraghi, la sardina la innescheremo a tranci su ami più piccoli.
Anche il totano innescato intero rappresenta un ottimo boccone per dentici, cernie e pagri, ma deve essere freschissimo per mantenere le sue proprietà catturanti ed innescato su 2 ami, uno dei quali scorrevole. Tale innesco a 2 ami viene utillizzato anche per l'utilizzo del vivo.
Il verme di Rimini, molto grande e robusto, può essere utilizzato per la cattura delle orate, anche se a volte può regalarci catture inaspettate.
Ma il tutto non è meccanico; a volte per stuzzicare i predatori della scogliera dovremo dare spazio al nostro intuito e alla nostra fantasia, magari creando inneschi con totano e sardina oppure seppia e sardina. Alcuni pescatori creano, sempre con l'ausilio del filo elastico, inneschi "ripieni di pastura", che una volta in acqua rilasciano il loro contenuto, risultando a volte l'arma vincente.
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mercoledì 22 febbraio 2012
Surfcasting In Inverno - Pescare Il Grongo
Ma vediamo nello specifico cosa possiamo fare per mirare la nostra battuta di pesca a questo possente predatore.
Per quanto riguarda le esche, il grongo vanta una ricca dieta, ma sicuramente le migliori sono la sarda, priva della lisca e rovesciata, la polpa di cefalo e il totano. Nell'innesco, magari aiutati dal filo elastico, impieghiamo ami robusti, preferibili in acciaio e carbonio a becco d'aquila. Ovviamente la grandezza degli ami sarà proporzionale ai bocconi preparati. Ad esempio per l'innesco di una sarda intera sarà necessario un amo del 1/0.
Un piccolo trucco , che può risultare assai efficace per la pesca al grongo è quello di inserire un piccolo starlight all'interno dell'innesco.
Se il nostro intento è quello di pescare il grongo di taglia, per quanto riguarda le attrezzature, la scelta dovrà ricadere su canne e mulinelli assai robusti, con terminali mai inferiori allo 0,35. In molti casi diventa indispensabile l'uso del cavetto in acciaio.
Per quanto riguarda i luoghi è bene ricordare che il gronco predilige i fondali rocciosi, dove è solito intanarsi e sferrare i suoi attacchi.
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venerdì 20 gennaio 2012
Pescare La Corvina
La corvina(sciena umbra) è una delle prede più ambite dai pescatori di rockfishing. Appartiene alla famiglia delle sciaenidae, la stessa dell'ombrina, altro stupendo pesce che però predilige i fondali sabbiosi.
L' habitat preferito della corvina sono i fondali rocciosi, dove si intana tra lastroni ricoperti di posidonia, a volte occupando tane lasciate vuote dai saraghi. E' un predatore molto sospettoso. Esce dalla tana per cibarsi, ma non si allontana molto da essa.
La si può pescare tutto l'anno, anche se la stagione migliore risulta essere la primavera, periodo in cui depone le uova. Per cercare di pescare la corvina dovremo affrontare lunghe nottate, perché come detto in precedenza esce dalla propria tana per cibarsi dopo il tramonto. Le catture più frequenti sono avvenute nelle notti senza luna, quindi quando il buio è più intenso.
Non ci sono esche specifiche da usare. la corvina in natura si ciba di crostacei come granchi e gamberi, piccoli pesci ma anche piccole seppie e calamari. Vanno bene anche il verme americano e il verme di Rimini.
Per quanto riguarda le montature non andremo certo per il sottile, visto i luoghi rocciosi in cui la andremo ad insidiare. Monofili non inferiori allo 0,35 in bobina e terminali di ottima qualità non inferiori allo 0,25. Potremo utilizzare un semplice long arm, oppure, se ci troviamo il luoghi molto impervi, con maggiore presenza di rocce e canaloni, opteremo per una montatura con piombo a perdere.
La ferrata dovrà essere decisa e nei primi momenti del recupero cerchiamo di dare meno frizione possibile, perché la corvina cercherà di intanarsi.
Non è raro che cercando di pescare la corvina, ci imbatteremo in qualche bel sarago, perché si dividono pacificamente gli stessi fondali e talvolta le stesse tane.
Vedi pure - Pescare l'ombrina
Vedi pure - Pescare l'ombrina
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martedì 6 dicembre 2011
Pescare Con Il Verme Di Rimini
Il verme di Rimini è il più grande degli anellidi usati come esca nella pesca sportiva. E' largo fino a 2 centimetri e talvolta può superare addirittura il metro di lunghezza. Grazie alla sua robustezza e alle sue generose dimensioni, è un'esca ottima per il surfcasting, anche se il suo utilizzo è limitato data la sua poca reperibilità nei negozi di pesca specializzati.
Pescare con il verme di Rimini ci dà la possibilità di insidiare molte specie ed essere selettivi per quanto riguarda le dimensioni del pescato.
E' molto apprezzato dalle orate e i saraghi in ogni periodo dell'anno e dalle spigole nel periodo invernale con il mare in condizioni di scaduta.
Lo innescheremo in pezzi da 4-5 cm su ami appropriati alle dimensioni del boccone, di tipo beack per orate e saraghi e di tipo abardeen per le spigole. Nell' innesco ci aiuteremo con l'apposito ago e con l'ausilio del filo elastico per garantire la tenuta durante il lancio.
Ottima esca per insidiare le orate di taglia, innescata su una montatura long arm, con braccioli di diametro 0,30-0,35. Per saraghi e spigole meglio su uno short rovesciato.
Oltre ai pesci sopra menzionati con il verme di Rimini si possono avere catture di ombrine e di dentici a rockfishing. In generale quindi è un'esca per la pesca "pesante", adatta ai lanci lunghi e difficilmente attaccabile dai pesci di piccole dimensioni.
La temperatura ottimale per conservarlo è di 9-10 gradi.
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lunedì 21 novembre 2011
Pesca Al Dentice Da Terra
In un post precedente abbiamo parlato della pesca al dentice dalle rocce , accennando brevemente le nozioni basilari per catturare questo splendido predatore. In questo articolo parleremo invece delle sue caratteristiche e comportamenti per affrontare al meglio le battute di pesca al dentice da terra.
Nei mesi primaverili il dentice aumenta la sua attività predatoria, perchè in questo periodo depone le uova e quindi necessita di energie maggiori. In estate sono davvero poche le probabilità di pescarlo da terra, perchè si allontana molto dalla costa stanziando a profondità più elevate. In autunno e in inverno, il dentice si avvicina al sottocosta, dove si spingerà senza problemi fino a bassissime profondità, alla ricerca di cibo. La sua dietà è principalmente composta da piccoli pesci.
I luoghi preferiti dal dentice sono i canaloni sottomarini oppure lungo le pareti rocciose che cascano a picco nel mare,dove le correnti sono maggiori. Ed è proprio lungo le pareti rocciose dove potremo trovarlo addirittura a pochi metri dalle nostre canne, soprattutto in condizioni di mare mosso. Caso contrario, con mare calmo, saremo costretti a cercarlo più lontano da riva.
Essendo un predatore di notevole potenza, l'esca migliore per insidiare il dentice è di sicuro il vivo. Nel sottocosta è solito predare piccoli cefali, occhiate, castagnole e boghe. Prima di iniziare una battuta di pesca al dentice dovremo avere quindi una buona scorta di questi pesciolini e tenerli vivi e sani fino al momento dell'innesco,che verrà effettuato con cavetto in acciaio, utilizzando 1 o 2 ami(disegno in basso). Dovremo presentare nel migliore dei modi il nostro pesce esca al dentice, questo per aumentare le probabilità di cattura. C'è da dire che pescando con il vivo si potranno verificare catture anche di altre specie, quali serra, cernie o murene. Tra gli anellidi da usare come esca potrebbero andare bene grossi bocconi (8-9 cm) di verme di rimini.
La pesca al dentice da terra è una pesca di attesa, il più delle volte estenuante, ma il gioco vale la candela. Portare a termine un recupero di un dentice, magari di 4-5 chili è un'esperienza unica per un pescatore, un'impresa che non è da tutti, ma ci vuole molta costanza, cura dei particolari, pazienza e anche un pò di fortuna che non guasta mai.
I luoghi preferiti dal dentice sono i canaloni sottomarini oppure lungo le pareti rocciose che cascano a picco nel mare,dove le correnti sono maggiori. Ed è proprio lungo le pareti rocciose dove potremo trovarlo addirittura a pochi metri dalle nostre canne, soprattutto in condizioni di mare mosso. Caso contrario, con mare calmo, saremo costretti a cercarlo più lontano da riva.
Essendo un predatore di notevole potenza, l'esca migliore per insidiare il dentice è di sicuro il vivo. Nel sottocosta è solito predare piccoli cefali, occhiate, castagnole e boghe. Prima di iniziare una battuta di pesca al dentice dovremo avere quindi una buona scorta di questi pesciolini e tenerli vivi e sani fino al momento dell'innesco,che verrà effettuato con cavetto in acciaio, utilizzando 1 o 2 ami(disegno in basso). Dovremo presentare nel migliore dei modi il nostro pesce esca al dentice, questo per aumentare le probabilità di cattura. C'è da dire che pescando con il vivo si potranno verificare catture anche di altre specie, quali serra, cernie o murene. Tra gli anellidi da usare come esca potrebbero andare bene grossi bocconi (8-9 cm) di verme di rimini.
La pesca al dentice da terra è una pesca di attesa, il più delle volte estenuante, ma il gioco vale la candela. Portare a termine un recupero di un dentice, magari di 4-5 chili è un'esperienza unica per un pescatore, un'impresa che non è da tutti, ma ci vuole molta costanza, cura dei particolari, pazienza e anche un pò di fortuna che non guasta mai.
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mercoledì 14 settembre 2011
Rockfishing Alle Cernie
Tra tutte le tecniche di pesca da terra, il rockfishing rappresenta sicuramente tra tutte, la tecnica che può regalare al pescatore le maggiori soddisfazioni dal punto di vista delle dimensioni delle catture. Grandi orate, dentici, gronghi, leccie e cernie, sono tra le prede più ambite dai praticanti di questa spettacolare tecnica, che conta migliaia di appassionati in tutta Italia.
Ed è proprio del rockfishing alle cernie che parleremo in questo post.
Prima di tutto è fondamentale dire che la cernia è dotata di un corpo massiccio e possente e una volta allamata metterà a dura prova sia il pescatore che le attrezzature. Le nostre montature saranno sottoposte ad uno sforzo inimmaginabile, quindi dovremo impiegare materiali di ottima qualità e ovviamente piombo a perdere.
La cernia ama sostare all'interno degli anfratti e buche sottomarine,da dove compie piccoli spostamenti solo per cacciare. Una volta individuate,è proprio in queste buche che cercheremo di posizionare l'esca.
In caso di allamata, recuperiamo con forza, senza dare filo alla preda, perché i primi momenti sono quelli decisivi, in cui dovremo cercare di sollevare dal fondo la cernia, che tenterà di sicuro di intanarsi e a quel punto avremo perso la sfida.
Le esche saranno generose, innescate su ami idonei alla grandezza del boccone. Cefalopodi, tranci di pesce azzurro e polpi, sono le esche migliori. Nell'innesco aiutiamoci con del filo elastico.
Molta attenzione dovremo fare nella scelta degli ami, i quali dovranno essere robusti e dotati di una punta affilata chimicamente. In alcuni casi meglio usare il cavetto in acciaio.
Ed è proprio del rockfishing alle cernie che parleremo in questo post.
Prima di tutto è fondamentale dire che la cernia è dotata di un corpo massiccio e possente e una volta allamata metterà a dura prova sia il pescatore che le attrezzature. Le nostre montature saranno sottoposte ad uno sforzo inimmaginabile, quindi dovremo impiegare materiali di ottima qualità e ovviamente piombo a perdere.
La cernia ama sostare all'interno degli anfratti e buche sottomarine,da dove compie piccoli spostamenti solo per cacciare. Una volta individuate,è proprio in queste buche che cercheremo di posizionare l'esca.
In caso di allamata, recuperiamo con forza, senza dare filo alla preda, perché i primi momenti sono quelli decisivi, in cui dovremo cercare di sollevare dal fondo la cernia, che tenterà di sicuro di intanarsi e a quel punto avremo perso la sfida.
Le esche saranno generose, innescate su ami idonei alla grandezza del boccone. Cefalopodi, tranci di pesce azzurro e polpi, sono le esche migliori. Nell'innesco aiutiamoci con del filo elastico.
Molta attenzione dovremo fare nella scelta degli ami, i quali dovranno essere robusti e dotati di una punta affilata chimicamente. In alcuni casi meglio usare il cavetto in acciaio.
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martedì 3 maggio 2011
Pescare Con La Sarda
La sarda è da sempre una delle esche più impiegate nella pesca in mare. Essa viene innescata sia intera che a tocchetti, a seconda della specie che andremo ad insidiare, ma viene largamente usata anche per la pasturazione. Questo è dovuto alle sue carni, oleose e dal forte odore, che la rendono appetibile a molte specie(spigole, serra, lampughe, orate ecc.).
La sua efficacia è strettamente legata alla sua freschezza, quindi più fresca è, più diventa catturante.
"Pescare con la sarda" è quasi sempre associato al surfcasting o al rockfishing, ma privata della testa, delle spine e della pelle, la sarda può essere utilizzata anche nella pesca a bolognese, innescando piccoli bocconi in relazione all'amo, però c'è da dire che la sua tenuta non è delle migliori.
Pescando a surfcasting o a rockfishing viene solitamente innescata intera, per la cattura del grande predatore, usando l'apposito ago a cappio. Essendo un esca molto odorosa e ricca di olio è bene usarla nei periodi quando l'acqua del mare ha una temperatura più bassa, mentre risulta meno efficace nei periodi estivo, dove trovano largo spazio altre esche.
Qui a lato possiamo vedere in che modo inneschiamo la sarda intera con l'aiuto dell'ago. La faremo scorrere lungo il terminale e quindi sull'amo, dopo di che aggancieremo il terminale alla lenza.
La sua efficacia è strettamente legata alla sua freschezza, quindi più fresca è, più diventa catturante.
"Pescare con la sarda" è quasi sempre associato al surfcasting o al rockfishing, ma privata della testa, delle spine e della pelle, la sarda può essere utilizzata anche nella pesca a bolognese, innescando piccoli bocconi in relazione all'amo, però c'è da dire che la sua tenuta non è delle migliori.
Pescando a surfcasting o a rockfishing viene solitamente innescata intera, per la cattura del grande predatore, usando l'apposito ago a cappio. Essendo un esca molto odorosa e ricca di olio è bene usarla nei periodi quando l'acqua del mare ha una temperatura più bassa, mentre risulta meno efficace nei periodi estivo, dove trovano largo spazio altre esche.
Qui a lato possiamo vedere in che modo inneschiamo la sarda intera con l'aiuto dell'ago. La faremo scorrere lungo il terminale e quindi sull'amo, dopo di che aggancieremo il terminale alla lenza.
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lunedì 14 marzo 2011
Video Di Pesca A Rockfishing
Meraviglioso video dimostrativo di pesca a rockfishing. Come già detto in post precedenti questa tecnica di pesca ci permette di catturare delle prede inimmaginabili, tra cui grandi dentici , serra, cernie. Ovviamente è una pesca "pesante", con esche che vanno dalla seppia innescata viva al cefalo e prevede quindi uso di attrezzature molto potenti, in grado di fronteggiare combattimenti come questo nel video, ma in alcuni casi molto più impegnativi.
Vedi pure :Rockfishing in Liguria
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venerdì 10 dicembre 2010
Montatura Piombo A Perdere
Negli articoli passati, abbiamo spesso parlato della "montatura con il piombo a perdere", senza averne spiegato bene il funzionamento.
Questo tipo di montatura si effettua quando si pesca in fondali dove la probabilità di incagliare è elevata. Infatti la maggior parte delle volte che incagliamo è il piombo che rimane attaccato al fondo.
Vi spiego in pochi passaggi una montatura con piombo a perdere semplicissima.
Questo tipo di montatura si effettua quando si pesca in fondali dove la probabilità di incagliare è elevata. Infatti la maggior parte delle volte che incagliamo è il piombo che rimane attaccato al fondo.
La montatura a perdere fa si che anche con il piombo bloccato, riusciremo a tirare su la nostra lenza(eccetto il piombo ovviamente), o la nostra preda.
E' una cosa semplice da fare: si tratta di collegare il piombo alla lenza con uno spezzone di filo più sottile, consentendo con una ferrata lo sgancio del piombo e il recupero del calamento.Vi spiego in pochi passaggi una montatura con piombo a perdere semplicissima.
- Attaccate alla fine della lenza madre una girella tripla.
- Ad un asola della girella attaccate il terminale
- Dall'altra uno spezzone di filo più sottile attaccato a sua volta al piombo.
Nell'immagine a fianco vediamo la lenza madre sopra, il terminale con tubicino di silicone in mezzo, e poi sotto, l'altro spezzone di diametro inferiore dove verrà attaccato il piombo.
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mercoledì 8 dicembre 2010
Rockfishing Liguria
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| Cartina della riviera di levante |
Pur essendo una delle regioni più piccole, tra insenature e golfi, la Liguria ha circa 400 km di costa, divisi in Riviera di Ponente e Riviera di Levante. Ed è proprio quest'ultima che ha tratti di coste impervi, con lunghe sequenze di pareti a picco, la zona per eccellenza per praticare il rockfishing in Liguria.
Gli spot più belli dove poter praticare questa spettacolare tecnica di pesca, sono le scogliere tra Santa Margherita Ligure, Rapallo, Camogli, a est di Genova. Sono zone che per un amante del rockfishing, devono essere visitate ma soprattutto praticate. Ma attenzione ai regolamenti vigenti nelle specifiche zone(riserva naturale).Ma oltre a questi meravigliosi luoghi, un po tutta la costa che va da Genova a La Spezia è adatta per il rockfishing.
Come si sa il rockfishing in parte è simile al surfcasting, in quanto per praticarlo con successo bisogna che ci siano le stesse condizioni del mare. Pescheremo quindi in fase di scaduta di una mareggiata, momento in cui le prede entrano in una specie di "frenesia alimentare".
Ovviamente chi pratica il rockfishing in queste specifiche zone punta alla cattura dei grandi predatori. Quindi le canne dovranno essere robuste e affidabili, mulinelli imbobinati con monofili che vanno dallo 0,30 allo 0,50, piombatura a perdere, terminali adatti allo scopo con gli ultimi 20 cm in acciaio....insomma qui non si scherza.
In Liguria il rockfishing si può praticare un po tutto l'anno, ma le migliori stagioni sono l'autunno e l'inverno, in quanto soggette a frequenti mareggiate e altrettante scadute.
Non voglio dare consigli riguardo alle esche, ma data la presenza nella zona di grandi predatori,ricciole in primis,posso solamente dire "esca grande=pesce grande", regola che vale un po per tutti i tipi di "pesca estrema".
Vedi anche: Pesca nel Golfo del Tigullio - Chiavari e Lavagna
Vedi: Video Rockfishing
Vedi anche: Pesca nel Golfo del Tigullio - Chiavari e Lavagna
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