Lo spinning ai cefalopodi, oggi chiamato eging, si sta diffondendo sempre di più nel panorama della pesca sportiva. Sono soprattutto i più giovani ad avvicinarsi ad essa, perchè non necessita di attrezzature sofisticate e la si pratica con monture semplici da eseguire. In questo articolo parleremo della pesca mirata alla seppia.
La soluzione a ogni problema...è andare a pesca, e più il problema è grave e più lungo dovrebbe essere il viaggio..."John Gierach"
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lunedì 13 giugno 2016
martedì 31 maggio 2016
Organizzare Una Battuta Di Pesca
Organizzare una battuta di pesca per un appassionato è un momento quasi mistico. L'ansia di partire, le speranze di realizzare un buon carniere, controllare scrupolosamente l'attrezzatura in modo che una volta sul posto nulla potrà trovarci impreparati; può sembrare strano ma in pratica la battuta di pesca inizia proprio allora.
In questo articolo vi voglio segnalare un bellissimo sito che potrà aiutarvi ad organizzare uscite di pesca in tutta Italia.
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lunedì 5 ottobre 2015
Come Scegliere L'Amo Da Pesca
La giusta scelta dell'amo da pesca è cosa indispensabile ai fini di una buona riuscita di una battuta. Ogni pesce ha un apparato boccale differente quindi dovremo utilizzare l'amo adeguato alla preda che tenteremo di insidiare. Vediamo nel dettaglio quali ami utilizzare per la cattura dei pesci di mare più ricercati dai pescatori sportivi.
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mercoledì 11 febbraio 2015
Pescare Il Ghiozzo Dagli Scogli
Il ghiozzo è una di quelle classiche prede da "pesca dagli scogli". E' un pesce non tanto gradito dai pescatori sportivi, perchè solitamente ad abboccare sono esemplari di piccole dimensioni, ma in alcuni casi può arrivare, e superare, i 20 centimetri di lunghezza. Nonostante tutto però, molti si appassionano a pescare il ghiozzo, per la bontà delle sue carni, adatte il "fritto di paranza" e alle le zuppe di pesce.
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giovedì 15 gennaio 2015
Pesca In Mare Con Il Palloncino
Per pescare in mare con il vivo, oltre alla teleferica, un'altra tecnica è quella della pesca con il palloncino da riva, conosciuta anche con il nome di "ballooning fishing".
La pesca in mare con il palloncino, viene fatta per catturare i pesci predatori del sottocosta, ma ha lo svantaggio che può essere praticata solo in presenza di vento che soffia alle spalle, cioè dalla terra verso il mare, o dalla spiaggia o dalle scogliere naturali.
Anche se per quanto riguarda le montature esistono numerose varianti, lo scopo finale è sempre lo stesso: il palloncino sospinto dal vento dovrà portare in lontananza il pesce esca.
La pesca in mare con il palloncino, viene fatta per catturare i pesci predatori del sottocosta, ma ha lo svantaggio che può essere praticata solo in presenza di vento che soffia alle spalle, cioè dalla terra verso il mare, o dalla spiaggia o dalle scogliere naturali.
Anche se per quanto riguarda le montature esistono numerose varianti, lo scopo finale è sempre lo stesso: il palloncino sospinto dal vento dovrà portare in lontananza il pesce esca.
lunedì 22 dicembre 2014
Pescare In Mare Con Il Pellet
Nella pesca sportiva in mare il pellet viene solitamente usato per la pasturazione, ma in molti ritengono che sia catturante solo per i pesci di allevamento. Infatti moltissime volte capita che durante le forti mareggiate gli allevamenti in alto mare si rompano, riversando tonnellate di spigole o orate che si avvicinano alla costa, e che, abituate ad essere alimentate con i pellet, non resistono al richiamo delle pasturazioni fatte con esso.
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giovedì 23 ottobre 2014
Pesca All'inglese Nel Porto
Il porto come si sa, grazie alle sue protezioni artificiali, è uno di quei luoghi di pesca dove il più delle volte ci troviamo a pescare in acque calme, situazione in cui i pesci diventano molto più diffidenti e apatici. In questo caso è consigliabile usare lunghe canne bolognesi con montature leggere, e lunghe spallinate, ma a volte i pesci si trovano a distanze fuori portata per la "bolognese a galleggiante fisso" ed in questo caso per guadinare qualche pinnuto dovremo pescare all'inglese.
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martedì 5 agosto 2014
Pesca Con La Bombarda Pasturatore
La pesca con la bombarda pasturatore è praticata con successo dalle scogliere artificiali e naturali e dalle spiagge profonde. La montatura è la stessa utilizzata per la pesca con la bombarda classica e, come in ogni pesca dove si utilizzano i pasturatori, bisogna lanciare sempre nella stessa direzione, in modo tale da non disperdere la pastura o i bigattini ovunque, ma concentrarli in una precisa direzione.
Nell'azione di pesca, una volta lanciato, recupereremo la bombarda pasturatore alternando giri di mulinello veloci a giri più lenti e, appena sentiremo una minima tocca, dovremo ferrare energicamente.
Aumentando il diametro del terminale (es. 0,18), usando il coreano come esca e riempiendo la bombarda di pastura alla sarda(non troppo compatta), con un po' di fortuna potremo tentare lo srike alla spigola. Quest'ultima però la insidieremo al tramonto e all'alba, che da sempre risultano essere i momenti di maggiore attività della regina del mare.
Vedi pure : Pesca con il piombo pasturatore
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venerdì 13 giugno 2014
Meglio Il Piombo Fisso O Scorrevole
Una delle domande più frequenti che si pone il pescatore di surfcasting è sicuramente "meglio il piombo fisso o scorrevole?".
Negli ultimi anni le tecniche di pesca, surfcasting in primis, si sono evolute grazie all'uscita di nuovi accessori e nuovi materiali. Questo ha fatto si che anche le montature abbiano avuto notevoli mutamenti. La classica montatura con il piombo scorrevole sulla lenza madre, sembra oramai superata dai più moderni calamenti a piombo fisso, come il long arm, short rovesciato e via discorrendo. Ognuna delle due a mio parere ha i suoi vantaggi è poter affermare che una sia più catturante dell'altra è davvero difficile e, probabilmente, la vera differenza sta solo nel fattore personale.
Negli ultimi anni le tecniche di pesca, surfcasting in primis, si sono evolute grazie all'uscita di nuovi accessori e nuovi materiali. Questo ha fatto si che anche le montature abbiano avuto notevoli mutamenti. La classica montatura con il piombo scorrevole sulla lenza madre, sembra oramai superata dai più moderni calamenti a piombo fisso, come il long arm, short rovesciato e via discorrendo. Ognuna delle due a mio parere ha i suoi vantaggi è poter affermare che una sia più catturante dell'altra è davvero difficile e, probabilmente, la vera differenza sta solo nel fattore personale.
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martedì 25 febbraio 2014
Pesca In Buca Al Mare
L'evoluzione che negli ultimi anni stiamo vivendo, ha coinvolto tutto e tutti e sicuramente anche la nostra amata passione, la pesca, sta cambiando. Ho l'impressione che oggi determinati tipologie di pesca stiano scomparendo. I giovani pescatori sono sempre alla ricerca della cattura importante, quella da foto, magari da pubblicare su Facebook (come si fa oramai per tutto) per vantarsi con amici e conoscenti, che a loro volta faranno lo stesso. Per catturare l'esemplare da foto però, lo sappiamo tutti, abbiamo bisogno di attrezzature di ottima qualità è praticare, magari, il surfcasting o lo spinning, tecniche che però oltre a regalarci forti emozioni, ci regalano anche tanti cappotti. Tempo fa non dimentichiamo, non c'erano tutte le possibilità economiche di oggi e i pescatori non andavano troppo per il sottile; oltre a divertirsi, volevano portare a casa un buon carniere per gustarlo con tutta la famiglia e la pesca in buca era una di quelle tecniche che permetteva di catturare un gran bel numero di prede, certo non pregiate come spigole, orate o dentici, ma la "zuppa" sicuramente ci usciva.
La pesca in buca in mare è molto antica e la si pratica dalle scogliere. Una volta individuate "le buche", caleremo nel loro interno le nostre esche, alla ricerca di tordi(foto a sinistra), ghiozzi, scorfani, ma anche occhiate(foto a destra) e saraghi. Questi pesci andranno ricercati dalle buche più vicine, fino a quelle distanti 9-10 metri dagli scogli, quindi le canne dovranno avere lunghezze dai 3 fino ai 10 metri, a seconda della lontananza, anche se per praticare al top questa tecnica, le canne più indicate sono le teleregolabili, le quali possono coprire tutte le distanze da noi desiderate.

Se usiamo la canna bolognese per la pesca in buca, il mulinello lo caricheremo con nylon dello 0,22 a cui agganceremo un trave dello 0,18, con piombo finale dal peso variabile dai 5 ai 20 grammi. A questo trave applicheremo 2 terminali molto corti, 20 - 25 cm al massimo, dello 0,14. Le canne dovranno avere molta sensibilità alla vetta, perché avvisteremo le abboccate direttamente da essa, senza l'ausilio del galleggiante. E' preferibile utilizzare le vette multicolore, per meglio osservare le tocche, anche in momenti di poca luce. Per capire meglio la descrizione della montatura sopra indicata potete prendere spunta dal vecchio articolo "pesca in calata" perché è molto simile.
Le esche migliori sono la tremolina e il verme coreano. Ottimi risultati li avrete anche con la polpa del gambero e il polmone della cozza.
Con una buona pasturazione a base di cozze schiacciate, e seguendo questi semplici consigli, la pesca in buca dagli scogli vi farà fare di sicuro degli ottimi carnieri sotto il profilo delle catture.
La pesca in buca in mare è molto antica e la si pratica dalle scogliere. Una volta individuate "le buche", caleremo nel loro interno le nostre esche, alla ricerca di tordi(foto a sinistra), ghiozzi, scorfani, ma anche occhiate(foto a destra) e saraghi. Questi pesci andranno ricercati dalle buche più vicine, fino a quelle distanti 9-10 metri dagli scogli, quindi le canne dovranno avere lunghezze dai 3 fino ai 10 metri, a seconda della lontananza, anche se per praticare al top questa tecnica, le canne più indicate sono le teleregolabili, le quali possono coprire tutte le distanze da noi desiderate.
Se usiamo la canna bolognese per la pesca in buca, il mulinello lo caricheremo con nylon dello 0,22 a cui agganceremo un trave dello 0,18, con piombo finale dal peso variabile dai 5 ai 20 grammi. A questo trave applicheremo 2 terminali molto corti, 20 - 25 cm al massimo, dello 0,14. Le canne dovranno avere molta sensibilità alla vetta, perché avvisteremo le abboccate direttamente da essa, senza l'ausilio del galleggiante. E' preferibile utilizzare le vette multicolore, per meglio osservare le tocche, anche in momenti di poca luce. Per capire meglio la descrizione della montatura sopra indicata potete prendere spunta dal vecchio articolo "pesca in calata" perché è molto simile.
Le esche migliori sono la tremolina e il verme coreano. Ottimi risultati li avrete anche con la polpa del gambero e il polmone della cozza.
Con una buona pasturazione a base di cozze schiacciate, e seguendo questi semplici consigli, la pesca in buca dagli scogli vi farà fare di sicuro degli ottimi carnieri sotto il profilo delle catture.
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lunedì 13 gennaio 2014
Pesca Surfcasting Alla Leccia Amia
Il surfcasting è tra le tecniche di pesca da terra, la disciplina che più ci consente di pescare i grandi predatori del sotto costa. La leccia amia è probabilmente la preda più grossa che ci possa capitare pescando dalla spiaggia. Essa presenta un corpo compresso lateralmente, è di colore argenteo e verde sul dorso. E' un predatore molto vorace e si ciba perlopiù di altri pesci e nel periodo estivo-autunnale quando si avvicina alla costa, la si può vedere rincorrere i cefali nei porti, nelle foci e addirittura a pochi metri dal bagnasciuga. Può raggiungere i 2 metri di lunghezza e in alcuni casi può superare i 30 kg di peso.
Se vogliamo impostare la nostra battuta di pesca a surfcasting, mirata alla cattura della leccia amia, dobbiamo prima di tutto avere delle attrzzature adeguate per contrastare la potenza del pesce e dobbiamo preparare tutto con molta cura: montature, terminali, ecc.
La nostra postazione la monteremo in prossimità delle foce dei fiumi, perché in queste zone la leccia si avvicina fino a pochi metri dalla riva in cerca di piccoli cefali, aguglie e leccie stella. Nel caso avessimo la fortuna di allamare un esemplare di grosse dimensioni, per salparlo il più delle volte dovremo entrare in acqua ed usare il raffio.
Nella preparazione della montatura, dovremo usare fili di generose dimensioni. Quella più indicata allo scopo sarà con piombo terminale fisso da 150 grammi, munita di terminale alto sul trave. Gli ami robusti, in acciaio e di dimensioni adeguate all'innesco.
Ovviamente la soluzione più valida per pescare la leccia amia è quella di utilizzare l'esca viva, perché questi predatori sono molto diffidenti. In questo caso è necessario usare una montatura con piombo derivato. Se ci troviamo su spiagge con fondali profondi, potremo utilizzare la tecnica della teleferica.
Tra le esche vive che possiamo utilizzare di sicuro l'innesco del cefalo è quello più efficace. Useremo un finale a doppio amo, di cui uno lo fisseremo sul labbro superiore del cefalo, l'altro a ridosso della pinna anale.
Nel caso in cui dovremo lanciare l'esca viva, nel lancio non forziamo, ma accompagnamo la gittata con un movimento dolce e progressivo della canna. D'obbligo l'impiego di piombo derivato.
Invece se non utilizzeremo l'esca viva, prepariamo grossi bocconi: sarde intere, calamari, seppie o grosse trance di cefalo. Nella preparazione dell'innesco facciamo in modo che l'amo dovrà sparire copletamente all'interno dell'esca, perché come accennato in precedenza, la leccia amia è vorace, ma allo stesso tempo molto sospettosa.
Se vogliamo impostare la nostra battuta di pesca a surfcasting, mirata alla cattura della leccia amia, dobbiamo prima di tutto avere delle attrzzature adeguate per contrastare la potenza del pesce e dobbiamo preparare tutto con molta cura: montature, terminali, ecc.
La nostra postazione la monteremo in prossimità delle foce dei fiumi, perché in queste zone la leccia si avvicina fino a pochi metri dalla riva in cerca di piccoli cefali, aguglie e leccie stella. Nel caso avessimo la fortuna di allamare un esemplare di grosse dimensioni, per salparlo il più delle volte dovremo entrare in acqua ed usare il raffio.
Nella preparazione della montatura, dovremo usare fili di generose dimensioni. Quella più indicata allo scopo sarà con piombo terminale fisso da 150 grammi, munita di terminale alto sul trave. Gli ami robusti, in acciaio e di dimensioni adeguate all'innesco.
Ovviamente la soluzione più valida per pescare la leccia amia è quella di utilizzare l'esca viva, perché questi predatori sono molto diffidenti. In questo caso è necessario usare una montatura con piombo derivato. Se ci troviamo su spiagge con fondali profondi, potremo utilizzare la tecnica della teleferica.
Tra le esche vive che possiamo utilizzare di sicuro l'innesco del cefalo è quello più efficace. Useremo un finale a doppio amo, di cui uno lo fisseremo sul labbro superiore del cefalo, l'altro a ridosso della pinna anale.
Nel caso in cui dovremo lanciare l'esca viva, nel lancio non forziamo, ma accompagnamo la gittata con un movimento dolce e progressivo della canna. D'obbligo l'impiego di piombo derivato.
Invece se non utilizzeremo l'esca viva, prepariamo grossi bocconi: sarde intere, calamari, seppie o grosse trance di cefalo. Nella preparazione dell'innesco facciamo in modo che l'amo dovrà sparire copletamente all'interno dell'esca, perché come accennato in precedenza, la leccia amia è vorace, ma allo stesso tempo molto sospettosa.
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sabato 14 dicembre 2013
Pesca Alla Seppia Da Riva
La seppia è un cefalopode molto comune nei nostri mari. Vive su fondali sabbiosi o melmosi, fino a profondità di 150 metri. Come per i "cugini" calamari, il periodo invernale è quello più propizio per cercare di catturarla. La tecnica che si usa per la pesca alla seppia da riva è quella con gli artificiali, i classici gamberoni colorati, muniti di baffetti metallici sulla coda.
La tecnica in questione è molto semplice e non necessita di particolari attrezzature: una canna da lancio, un mulinello 3000 - 4000 caricato con nylon dello 0,25 - 0,28 e una serie di gamberoni artificiali di vari colori.
La montatura per pescare le seppie è molto facile da realizzare. Metteremo un piombo scorrevole sulla lenza madre, bloccato da un paracolpi e una girella. Alla girella applicheremo un terminale (0,25) di 90 - 120 cm a cui agganceremo il nostro artificiale.
L'azione di pesca consiste nel lanciare e recuperare, facendo in modo che l'artifiaciale lavori il più vicino possibile al fondale sabbioso. Durante il recupero dovremo effettuare delle soste e solitamente l'attacco da parte del cefalopode avviene proprio durante queste soste.
I luoghi migliori per praticare questa sorta di "spinning alle seppie" sono le dighe foranee, il lato esterno dei porti e le spiagge sabbiose in prossimità delle foci.
La tecnica in questione è molto semplice e non necessita di particolari attrezzature: una canna da lancio, un mulinello 3000 - 4000 caricato con nylon dello 0,25 - 0,28 e una serie di gamberoni artificiali di vari colori.
La montatura per pescare le seppie è molto facile da realizzare. Metteremo un piombo scorrevole sulla lenza madre, bloccato da un paracolpi e una girella. Alla girella applicheremo un terminale (0,25) di 90 - 120 cm a cui agganceremo il nostro artificiale.
L'azione di pesca consiste nel lanciare e recuperare, facendo in modo che l'artifiaciale lavori il più vicino possibile al fondale sabbioso. Durante il recupero dovremo effettuare delle soste e solitamente l'attacco da parte del cefalopode avviene proprio durante queste soste.
I luoghi migliori per praticare questa sorta di "spinning alle seppie" sono le dighe foranee, il lato esterno dei porti e le spiagge sabbiose in prossimità delle foci.
Per quanto riguarda il colore degli artificiali, il verde è indicato per l'alba e le prime ore del mattino e lo stesso per il celeste, anche se quest'ultimo è meglio utilizzarlo con cielo nuvoloso. Il rosso lo useremo al tramonto e nelle ore notturne, mentre il bianco nelle ore diurne.
sabato 7 settembre 2013
Pesca In Calata
Poco conosciuta, la pesca in calata in mare è una tecnica divertente e produttiva che se fatta nei luoghi adatti, ci permetterà di effettuare catture interessanti di pesci che stazionano a mezz'acqua e in prossimità del fondo. La si pratica sia dagli antemurali dei porti che dalle scogliere naturali e artificiali. La cosa importante è che ci sia una notevole profondità delle acque già sotto o a pochi metri dalla nostra postazione.
La pesca in calata viene fatta con canne bolognesi, dai 4 ai 7 metri, senza l'ausilio del galleggiante. Le eventuali tocche o mangiate ci verranno segnalate direttamente dai movimenti della vetta del nostro attrezzo. Le canne dovranno avere una spiccata azione di punta e dovranno essere maneggevoli, soprattutto se si pesca con attrezzi superiori ai 5 metri. Il mulinello,di proporzioni adeguate, verrà caricato con nylon dello 0,16.
Alla lenza madre verrà aggiunta una girella o un moschettone a cui agganceremo un trave di 150 cm dello 0,14 - 0,15. Il trave verrà agganciato alla fine ad un piombo dal peso variabile dai 2 ai 5 grammi. In prossimità del piombo legheremo un terminale dello 0,12 lungo 120 cm. Un altro terminale lo legheremo più in alto subito dopo il moschettone e sarà dello stesso diametro, ma leggermente più corto, 80 - 90 cm circa. Legheremo i terminali al trave tramite una girella bloccata da due nodini e perline(disegno a lato).
Possiamo aggiungere a nostro piacere dei piccoli flotter ai braccioli.
L'azione di pesca sarà semplice. Una volta fatto scendere il piombo in acqua dovremo stare attenti alle tocche dei pesci. Ovviamente con l'ausilio del mulinello possiamo provare a pescare sia a mezz'acqua sia sul fondo e capire quale fascia sia la più produttiva in quel momento.
La pesca in calata in mare ci permette di usare molte esche e se si segue la montatura sopra descritta con due terminali possiamo provare con esche diverse sulla stessa lenza. Gamberetti, salterelli, coreani, cozze sono tutte esche validissime per la pesca in calata.
Possiamo anche provare a pasturare leggermente la nostra zona di pesca con pasture alla sarda.
La pesca in calata viene fatta con canne bolognesi, dai 4 ai 7 metri, senza l'ausilio del galleggiante. Le eventuali tocche o mangiate ci verranno segnalate direttamente dai movimenti della vetta del nostro attrezzo. Le canne dovranno avere una spiccata azione di punta e dovranno essere maneggevoli, soprattutto se si pesca con attrezzi superiori ai 5 metri. Il mulinello,di proporzioni adeguate, verrà caricato con nylon dello 0,16.
Alla lenza madre verrà aggiunta una girella o un moschettone a cui agganceremo un trave di 150 cm dello 0,14 - 0,15. Il trave verrà agganciato alla fine ad un piombo dal peso variabile dai 2 ai 5 grammi. In prossimità del piombo legheremo un terminale dello 0,12 lungo 120 cm. Un altro terminale lo legheremo più in alto subito dopo il moschettone e sarà dello stesso diametro, ma leggermente più corto, 80 - 90 cm circa. Legheremo i terminali al trave tramite una girella bloccata da due nodini e perline(disegno a lato).Possiamo aggiungere a nostro piacere dei piccoli flotter ai braccioli.
L'azione di pesca sarà semplice. Una volta fatto scendere il piombo in acqua dovremo stare attenti alle tocche dei pesci. Ovviamente con l'ausilio del mulinello possiamo provare a pescare sia a mezz'acqua sia sul fondo e capire quale fascia sia la più produttiva in quel momento.
La pesca in calata in mare ci permette di usare molte esche e se si segue la montatura sopra descritta con due terminali possiamo provare con esche diverse sulla stessa lenza. Gamberetti, salterelli, coreani, cozze sono tutte esche validissime per la pesca in calata.
Possiamo anche provare a pasturare leggermente la nostra zona di pesca con pasture alla sarda.
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venerdì 15 marzo 2013
Pesca Al Tocco Dagli Scogli
Con l'arrivo della primavera vi è il "risveglio della natura" e anche quello dei pesci. Tutte le specie che si erano allontanare alla ricerca di acque più tiepide e profonde, ritornano a tiro di canna, affollando il sottocosta. In questo periodo di forte attività, una tecnica molto fruttuosa e allo stesso tempo non troppo impegnativa è la pesca al tocco dagli scogli.Questa pesca è praticata con le classiche canne da ledgering dai 3,60 ai 4 metri. Sfrutteremo la loro sensibilità per per percepire meglio le tocche e la loro maneggevolezza dato che presumibilmente ci troveremo in luoghi scomodi e rocciosi. Abbineremo dei mulinelli di taglia compresa dai 3000 ai 4000, quindi abbastanza grandi, caricati con con nylon dello 0,20 - 0,25.
La montatura è quella classica della pesca al tocco, con piombi a goccia dai 10 ai 35 grammi, a secondo della corrente e della profondità. Il bracciolo sarà lungo al massimo 50 cm del diametro dallo 0,14 allo 0,20 a seconda della trasparenza dell'acqua. Gli ami da usare saranno scelti in base al tipo di esca.
Per quanto riguarda le esche possiamo utilizzare, tra gli anellidi, il coreano e la tremolina ma anche i bigattini. La migliore esca però però risulta essere la mazzancolla (gambero atlantico), eccezionale per quasi tutti i pesci del sottocosta, sarago su tutti. Innescheremo la mazzancolla a grossi tocchi su ami appropriati alla grandezza del boccone. Questa esca risulta catturante anche per le orate di taglia.
La pesca al tocco dagli scogli può essere praticata in qualsiasi orario, ma se si vuole catturare qualche bella orata o il sarago pizzuto, meglio concentrarsi durante le ore centrali della giornata.
Una cosa fondamentale è quella di individuare tra gli scogli un punto in cui i recuperi dell'eventuale preda non diventino difficoltosi. Una volta fatto questo si può incominciare, effettuando una buona pasturazione con sfarinati a base di sarda, aiutati da una fionda nel caso in cui dovremo pasturare a lunghe distanze.
Comunemente i pesci più pescati con questa tecnica sono occhiate, saraghi, salpe, tordi e boghe, ma come detto non è raro imbattersi in qualche grossa orata.
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martedì 12 febbraio 2013
Pescare Con Il Pane In Mare
I momenti migliori per pescare con il pane in mare, sono le scadute estive, pescando dagli scogli. Infatti in tali momenti, con le acque ancora un po' torbide e ricche di cibo staccatosi dagli scogli, i suoi toni molto chiari saranno un ulteriore richiamo per saraghi e salpe che pescheremo a pochi metri da noi. Lanciando più lontano, magari aiutati da un galleggiante all'inglese riusciremo ad insidiare occhiate e cefali.
Per preparare un buon innesco con il pane, un innesco che tenga all'amo, meglio usare la mollica dei panini all'olio o le classiche confezioni di pane in cassetta. Una buona preparazione è questa, ed la stessa per la mollica e per il pane in cassetta, però da quest'ultimo dovremo eliminare il bordo esterno più scuro (foto in alto):
- Inzuppate la mollica o il pane in cassetta nell'acqua di mare.
- Con una leggera pressione delle mani eliminate l'acqua in eccesso.
- Continuate ad eliminare l'acqua con l'aiuto di un panno pulito, non lavato con detersivi chimici, che trasferirebbero il loro odore.
- Lavorare il composto per dargli una consistenza giusta, dividendolo e riducendolo in piccole serpentine, da cui staccerete un pezzetto alla volta per trasferirlo sull'amo.
Possiamo utilizzare con successo il pane, nella pesca in mare, anche nella composizione di pasture per cefali, occhiate e saraghi, inzuppando la mollica di un pezzo secco (possibilmente di semola) in acqua di mare. Dopo lo strizzeremo e lo sminuzzeremo, per poi aggiungerci uno sfarinato al gusto di formaggio. Impastiamo tutto con un po' di latte. Ne uscirà fuori un'ottima pastura che una volta lanciata in acqua si disgregherà facilmente, lasciando un'attraente scia biancastra.
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martedì 5 febbraio 2013
Pesca A Galla In Mare
Provare per credere!.... la pesca a galla in mare è una tecnica molto divertente e allo stesso tempo molto redditizia per quanto riguarda al numero delle catture. Certo ad abboccare saranno pesci un po' snobbati dai pescatori, come occhiate e lecce stella in primis, salpe e a volte qualche aguglia, senza dimenticare che però a volte il mare regala delle gradite sorprese a chi lo ama.Questo tipo di pesca a galla lo possiamo praticare da qualsiasi scogliera naturale e artificiale oppure dagli antemurali dei porti, in qualsiasi periodo dell'anno, ma i migliori risultati di sicuro li avremo in primavera e in estate. Nei luoghi sopra menzionati, quante volte abbiamo notato che gettando bigattini o pasture in acqua, molti pesci preferiscono predare in superficie e non sul fondale. Se vogliamo approfittare di tale fenomeno dovremo adattare delle modifiche alla nostra lenza utilizzando galleggianti piombati (anche quelli fissi a deriva piombata) dalla grammatura adatta a lanciare dove preferiamo e un terminale 0,12 molto lungo e fluttuante in fluorocarbon privo di piombi. Ovviamente ad una montatura così leggera applicheremo un amo molto piccolo, misura 16-18, a cui innescheremo uno o due bigattini. Pasturiamo con i bigattini stessi lanciandoli pochi alla volta ogni 5-6 minuti.
Un piccolo trucco per far rimanere i bigattini più tempo a galla è quello di immergerli in un velo d'acqua prima di lanciarli. In questa maniera le larvette bevendo ridurranno il loro peso specifico.
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lunedì 22 ottobre 2012
Pescare Con Il Galleggiante Scorrevole E Pasturatore
Ormai da molto tempo i pasturatori, o feeder, fanno parte della nostra attrezzatura da pesca. Il pasturatore viene maggiormente utilizzato nelle tecniche di pesca a fondo, e ha lo scopo di richiamare le prede nella nostra zona di pesca. In questo articolo parleremo invece del suo utilizzo insieme ad un galleggiante scorrevole.
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lunedì 2 luglio 2012
Spinning Alla Leccia Amia Da Terra
La leccia amia è una delle prede più ricercate della pesca a spinning. Essa può, in alcuni casi, arrivare a misurare 2 metri di lunghezza e pesare fino a 70 chili. Proprio queste dimensioni fanno si che la leccia amia sia il più grosso predatore che possiamo insidiare da terra.
Lo spinning da terra alla leccia amia non è affatto cosa semplice, sia perchè non esistono spot standard dato che le sue abitudini cambiano da luogo a luogo, sia perchè non è da tutti avere regione di questo potente pesce una volta allamato. Comunque la leccia è presente in maniera omogenea lungo tutti i litorali italiani e la si può trovare in qualsiasi ambiente marino, anche se i luoghi dove avremo più probabilità di successo sono le aree portuali e le foci, in pratica in quei luoghi dove è maggiore la presenza di cefali.
Ma, in alternativa, le scogliere naturali rappresentano gli spot più entusiasmanti e più difficili da affrontare, spot dove avremo la possibilità di catturare l'esemplare da record.
Le condizioni da prediligere dalle scogliere sono quelle con il mare formato, anche se nelle foci e nei porti sono avvenute numerose catture in situazioni di calma piatta. I migliori momenti sono, d'estate, durante le ore centrali della giornata, ma anche i momenti di picco delle maree.
Per quanto riguarda le attrezzature, ovviamente dovremo usare componenti potenti e affidabili. Le canne, ripartite, saranno robustissime con potenza di lancio dai 60 agli 80 grammi, perchè dovremo lanciare esche di peso elevato. Alle canne abbineremo mulinelli adeguati a frizione anteriore nella misura 6000-8000, caricati con del filo multifibre da almeno 50 lbs. Il terminale a cui, tramite un moschettone, agganceremo l'artificiale, sarà un buon fluorocarbon dello 0,60.
Di certo le attrezzature sopra menzionate sono rivolte alla cattura del grosso esemplare. Se la taglia dei pesci dove stiamo pescando non è elevata, scenderemo proporzionalmente con grandezza degli artificiali, monofili e terminali.
Gli artificiali come detto saranno di dimensioni generose. Quindi spazio a grossi popper dal peso compreso tra i 30 e i 60 grammi. Ottimi risultati nella pesca a spinning alla leccia amia si hanno anche utilizzando i jig da casting.
Nel recupero spazio alla fantasia; recupereremo in modo tale da stizzire la leccia se presente in zona. Lo stile di recupero dovrà essere veloce e ricco di jerkate.
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mercoledì 16 maggio 2012
Bolognese - Meglio Il Galleggiante Fisso O Scorrevole
Usare un galleggiante fisso o un inglese scorrevole è una di quelle domande che si pone spesso, non solo il pescatore alle prime armi. Capita in molte occasioni che per un "affetto" verso il galleggiante fisso, molti pescatori si vedono costretti ad usare bolognesi lunghe 10 metri per far si che l'esca lavori correttamente sul fondo.
A prescindere dagli "affetti" credo che la scelta giusta ricada unicamente in base alla profondità dei fondali che affronteremo. Su fondali dai fino ai 5-5.5 metri , il gallegiante fisso è l'ideale, magari pescando con una canna bolognese di 7 metri. Quando invece ci troviamo a pescare su fondali che superano gli i 7-8 metri è consigliabile l'uso del galleggiante inglese scorrevole. Questo perché nel caso vorremo usare il fisso saremo costretti a pescare con bolognesi lunghissime fino a 10 metri, le quali oltre a alla poca manegevolezza ci faranno perdere anche in leggerezza, perché saremo costretti ad usare galleggianti da 4-5 grammi per riuscire a lanciare tutto il complesso pescante. Quindi pescando con galleggianti scorrevoli, potremo avventuraci anche su fondali importanti con un 2+2 o 3+1, senza avere problemi di maneggevolezza legati alle dimensioni dell'attrezzo e senza perdere la leggerezza, perché avremo la possibilità di ridurre al minimo il piombo sulla lenza. Bloccheremo il nostro galleggiante inglese ad un aggancio scorrevole(foto in basso), che finirà la sua corsa sulla lenza madre quando incontrerà il fiocchetto fatto con del filo di seta che sposteremo a piacimento in base al fondale che avremo davanti.
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giovedì 26 gennaio 2012
Nodi Di Giunsione Pesca - Il Nodo Muratore
Per la serie "nodi di pesca" voglio spiegare l'esecuzione di uno dei nodi più usati e facili da realizzare nella pesca sportiva: il nodo del muratore. Nato per altri usi è stato introdotto nella pesca dove è solitamente utilizzato per legare il nylon alle girelle.
- Il nylon passa attraverso l'occhiello della girella e lo si avvolge poi su se stesso. Facciamo 4-5-6 spire.
- Introduciamo ora il capo del nylon dentro l'occhio che si è formato in corrispondenza della girella.
- Stringiamo il nodo e lubrifichiamolo con la saliva. Tagliamo l'eccesso con una forbicetta.
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