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giovedì 1 settembre 2016

Pesca Al Cefalo Con Il Pane Francese

Il pane francese è una delle esche più antiche nella pesca da terra in mare. Da non confondere con la baguette, essa è ottima per la ricerca di numerose specie come occhiate, saraghi e salpe, ma viene utilizzata prevalentemente nella pesca al cefalo. In questo articolo spiegheremo la preparazione all'innesco.

mercoledì 25 giugno 2014

Pesca Al Cefalo Dorato

I cefali, insieme a spigole e orate, sono tra i pesci più insidiati dai pescatori sportivi. Ne esistono di varie specie, le quali vengono catturate con diverse tecniche di pesca. Tra queste specie, il cefalo dorato è sicuramente il più ricercato. 

lunedì 19 maggio 2014

Montaggio Canna Fissa Con Elastico

Leggera e più maneggevole della bolognese, la "vecchia" canna fissa consente una maggiore precisione nell'azione di pesca e una ferrata più reattiva. Queste doti fanno si che l'attrezzo sia insostituibile per alcune tipologie di pesca, su tutte quella del cefalo. 
Ma la canna fissa non è solo "cefalo", essa dà il meglio di sè in tutte quelle situazioni dove, con una buona pasturazione, riusciamo ad attirare i pesci nel raggio d'azione della canna. 

martedì 15 aprile 2014

Lenza A Doppio Amo Per Cefalo

Con l'arrivo della primavera ricomincia la pesca al cefalo. Questo è infatti il migliore periodo per pescare i muggini e la maggior parte dei pescatori sportivi prefericono insidiarli con la pesca a colpo usando la canna fissa. Abbiamo parlato di questa tecnica in molti articoli precedenti, ma dato il periodo, spiegheremo ora come eseguire la costruzione della lenza a doppio amo per cefalo. 

E' bene ripetere che il cefalo è famoso per la sua mangiata, che è in grado di mettere in crisi molti pescatori. Data questa caratteristica bisogna raggruppare i piombini nella parte bassa della lenza, per permettere che quest'ultima entri velocemente in pesca e favorisca la trasmissione della mangiata sul galleggiante, in modo da rendere più visibili i movimenti di quest'ultimo.
Utilizzeremo sulla lenza, compresa tra lo 0,14 e lo 0,16, una spallinata molto corta di circa 25 centimetri(molti usano una torpille secca), seguita dal terminale a forcella a due braccioli. Questi ultimi dovranno essere corti: uno da 30 - 35 centimetri, un'altro da 20 - 25 centimetri. Il diametro dei terminali sarà compeso tra lo 0,09 e lo 0,12. Gli ami 16 o 18.

Realizzare il terminale a doppio amo è molto semplice. Prendete uno spezzone di terminale della misura da voi scelta da 90 centimetri circa. Alla sua metà create un'asola. A questo punto avrete un asola e sotto due spezzoni di filo da 45 centimetri circa. Fate un'asola anche alla fine della lenza madre e fate passare a suo interno i terminali con asola da 45 centimetri. Inserite ora  i due terminali nella propria asola centrale e serrando essi si stringeranno intorno all'asola della lenza madre. Fatto questo non vi resta che accorciare a vostro piacimento i due terminali da 45 centimetri e agganciarvi gli ami.





martedì 12 febbraio 2013

Pescare Con Il Pane In Mare

- Pescare con il pane in mare - Il pane è da sempre una componente quasi essenziale per alcuni tipi di pesca in mare, ed in alcuni casi particolari è un'esca micidiale ed insuperabile, soprattutto nei periodi caldi dell'anno. Ad esempio basti pensare il suo largo utilizzo nella pesca al cefalo o nella pesca ad occhiate, saraghi e salpe. 
I momenti migliori per pescare con il pane in mare, sono le scadute estive, pescando dagli scogli. Infatti in tali momenti, con le acque ancora un po' torbide e ricche di cibo staccatosi dagli scogli, i suoi toni molto chiari saranno un ulteriore richiamo per saraghi e salpe che pescheremo a pochi metri da noi. Lanciando più lontano, magari aiutati da un galleggiante all'inglese riusciremo ad insidiare occhiate e cefali. 
Per preparare un buon innesco con il pane, un innesco che tenga all'amo, meglio usare la mollica dei panini all'olio o le classiche confezioni di pane in cassetta. Una buona preparazione è questa, ed la stessa per la mollica e per il pane in cassetta, però da quest'ultimo dovremo eliminare il bordo esterno più scuro (foto in alto):

  • Inzuppate la mollica o il pane in cassetta nell'acqua di mare.
  • Con una leggera pressione delle mani eliminate l'acqua in eccesso.
  • Continuate ad eliminare l'acqua con l'aiuto di un panno pulito, non lavato con detersivi chimici, che trasferirebbero il loro odore.
  • Lavorare il composto per dargli una consistenza giusta, dividendolo e riducendolo in  piccole serpentine, da cui staccerete un pezzetto alla volta per trasferirlo sull'amo.

Possiamo utilizzare con successo il pane, nella pesca in mare, anche nella composizione di pasture per cefali, occhiate e saraghi, inzuppando la mollica di un pezzo secco (possibilmente di semola) in acqua di mare. Dopo lo strizzeremo e lo sminuzzeremo, per poi aggiungerci uno sfarinato al gusto di formaggio. Impastiamo tutto con un po' di latte. Ne uscirà fuori un'ottima pastura che una volta lanciata in acqua si disgregherà facilmente, lasciando un'attraente scia biancastra.

venerdì 15 luglio 2011

Video: Canna Fissa Dai Porti

Questo video di pesca con la canna fissa dal porto è davvero molto interessante. Rende bene l'idea di quanto può essere emozionante pescare con lunghe canne fisse su fondali molto profondi. I recuperi delle prede specie se di una certa taglia come queste nel video diventano estremamente divertenti e allo stesso tempo "faticosi". Spot con fondali molto profondi, ovviamente da praticare con canne fisse da 9-10 metri, regalano davvero grandi sorprese ai pescatori sportivi, come nel caso specifico del video, con la cattura di 2 enormi cefali. 

La tecnica di recupero dei pescatori però in questo caso lascia un pò a desiderare e credo non siano "ben visti" dai moltissimi appossionati di pesca con la canna fissa. Alla fine però l'importante è divertirsi, rispettando sempre i luoghi di pesca, il mare e ricordandondosi sempre di rilasciare il pescato sotto misura, o magari, con un piccolo gesto di lealtà, anche i pesci più grandi che ci regalano tante emozioni durante i recuperi.

Il video qui riportato è stato girato in Grecia, ma in anche in Italia ci sono moltissime situazioni simili, dove dinanzi a noi si presentano fondali di una certa importanza, praticabili con lunghissime canne fisse o bolognesi, oppure pescando all'inglese. In questi casi, cerchiamo di abbandonare la pesca che "va per il sottile", aumentando il diametro dei nostri monofili, trovando il giusto compromesso tra attrezzature e eventuali prede, in modo tale da non rendere i recuperi troppo impegnativi. 


sabato 2 luglio 2011

Pescare Con La Tremolina

La tremolina è un verme di mare ed è considerata l'esca principe per la pesca in foce. Ottima in molte situazioni(come il coreano) è uno dei bocconi più graditi alla stragrande maggioranza dei pesci, primi su tutti spigole e muggini.
E' un verme di piccole dimensioni,10-12 cm al massimo, e la sua caratteristica principale è il movimento che diventa ancora più frenetico una volta innescata.
Molto delicata e morbida, la tremolina non è adatta ai lunghi lanci del surfcasting, ma si presta bene nella pesca a fondo leggera, con la bolognese e con la canna fissa. Pescando con quest'ultima può essere innescata anche a "ciuffo", una soluzione ottima nella pesca al cefalo.
Viene innescata con l'ago o dalla testa che è la parte più dura, rimanendo la coda penzoloni, che con i suoi movimenti attirerà l'attenzione dei pesci nelle vicinanze.
Pescare con la tremolina risulta ottimo anche dagli scogli per insidiare saraghi e occhiate.
Va innescata su ami a gambo lungo leggeri.
Viene venduta in appositi contenitori in cui sono presenti 20-25 esemplari e va conservata ad una temperatura di 10-12 gradi.In commercio si trova sia la nostrana che quella francese.

sabato 30 aprile 2011

Pescare Le Salpe Nei Porti

La salpa, insieme al cefalo, è di sicuro uno dei pesci più conosciuti dai pescatori praticanti il porto. Da molti è considerata una cattura "secondaria", forse per via della qualità delle sue carni di certo non paragonabili a quelle di una spigola, ma come combattività, la salpa, tra gli abitatanti del porto è forse il pesce più ostico da recuperare. Può raggiungere anche i 50 cm di lunghezza e il peso di 1-1,5 chili, ma la media degli esemplari si aggira intorno ai 20-25 cm.
Si ciba soprattutto di alghe e nei porti la pescheremo negli stessi spot dove si pescano i cefali, infatti non è raro che pescando i cefali tiriamo su qualche salpa.
Per pescare le salpe nei porti, la canna fissa è di sicuro l'attrezzo ideale, ma dove ci sono esemplari di una certa grandezza è consigliabile l'uso della canna bolognese, perché come detto la in precedenza la salpa tira davvero tanto e quindi avremo bisogno della frizione per evitare rotture dei terminali.
Per esca possiamo usare le stesse che usiamo per pescare i cefali, pastelle al formaggio, tocchetti di formaggio, pane e bigattini ed anche le montature non cambiano di molto. Ma ricordiamoci di aumentare il diametro dei terminali, perché la salpa oltre ad essere più ostica del cefalo, possiede(soprattutto gli esemplari più grandi)una sottile dentatura.


giovedì 31 marzo 2011

Montatura Per Il Cefalo: Canna Fissa

Dopo aver parlato in molti post della pesca al cefalo, dalla scelta delle canne ai galleggianti ecc., voglio ora scrivere questo articolo sulla pesca al cefalo quella "classica", cioè con la canna fissa dal porto.

mercoledì 9 marzo 2011

Maree: I Migliori Momenti Per Pescare

Qualsiasi pescatore, avente un po di esperienza, sa che deve affrontare al meglio la propria uscita di pesca, dando peso anche ai piccoli particolari.
A volte però succede che per mancanza di tempo o per noncuranza finiamo per fare delle scelte sbagliate esempio: usare del nylon ormai da buttare, terminali poco adatti, ami mai testati prima ecc.
Ma a volte capita semplicemente che peschiamo nel luogo giusto però nel momento sbagliato, ed è proprio questa magari la causa principale dei nostri "cappotti".
Penso che a tutti i pescatori di bolognese o di surfcasting, sia capitato di fare belle pescate in un determinato luogo, tornarci giorni dopo, allo stesso orario stesse condizioni meteo, ma senza una tocca al nostro galleggiante!


Anche se nella pesca in generale ogni teoria può essere puntualmente smentita, ci sono dei punti sui quali per forza dobbiamo far fede. Uno di questi punti sono le fasi di marea. Il successo o il fallimento di una uscita di pesca sono strettamente legati a questo problema.
Un analisi delle tabelle di marea nei porti è un controllo che non deve venir meno prima di un uscita. Sono da preferirsi le fasi che portano al culmine di alta marea e quelle subito successive ad esso. Quindi i migliori momenti per pescare in mare, sono strettamente legati alle maree.
Quando si parla di culmine di una marea, naturalmente non ci riferiamo solo al momento di picco, ma un paio di ore prima e un paio di ore dopo il picco di alta marea.
Le maree, come le mareggiate per il surfcasting, portano sempre con se grandi quantità di cibo e i pesci preferiscono cibarsi in questi momenti, perché si cibano con il minimo sforzo.

Ovviamente ci sono spot particolari e specie specifiche che meriterebbero ulteriori informazioni, ma a grandi linee pescando nei porti o dalle scogliere, quella delle maree è una buona regola da seguire, anche se dobbiamo dire che a volte il tempo libero a nostra disposizione, non ci permette di pescare nel "momento giusto".

mercoledì 2 febbraio 2011

Pesca Al Cefalo 2 "La Scelta Delle Canne"

Canna fissa o bolognese?

Come si sa, il cefalo, sia insidiato con il galleggiante, sia al tocco, rimane una delle specie più difficili e più divertenti da pescare.
La cosa più importante è avere le attrezzature adeguate...canne in primis.
Sono diversi i motivi che ci portano alla scelta della canna fissa o di quella bolognese.
Nella prima parte di pesca al cefalo, si è detto che è preferibile insidiarli con la canna fissa, perché ci permette di pescare in maniera più precisa ed essere più pronti in fase di "ferrata". Questo però fin quando si adoperano canne di una lunghezza contenuta (massimo 7 metri). In tal caso è consigliata la fissa, che però ha lo svantaggio di raggiungere distanze dalla riva comprese nella lunghezza della canna e profondità di pesca al di sotto della lunghezza della canna. Praticamente se si pesca con una "7 metri", si potrà pescare a massimo a 7 metri di lontananza e massimo 5,5 metri di profondità.
Con la canna bolognese, questi limiti non esistono, in quanto l'esca può essere lanciata a distanza e quando i fondali sono superiori alla lunghezza della canna, possono sempre essere utilizzati galleggianti scorrevoli.
Un altro vantaggio della bolognese è quello che permetterà di usare terminali più sottili, perché possiamo lavorare meglio in fase di recupero aiutati dalla frizione del mulinello.

Infine sarà quindi la nostra esperienza (come sempre)a farci intuire la posizione di pascolo dei cefali e a guidarci nella scelta più adeguata della canna.



CANNA BOLOGNESE IN ALTO LE CANNE FISSE
PESCA AL CEFALO

lunedì 31 gennaio 2011

Canna Da Pesca Maver Legend Usata

Causa inutilizzo, vendo canna fissa maver legend 9 metri, come nuova.
Modello E.Bonzio, in carbonio alto modulo, con cimino svettato, ottima per pescare con lenze sottilissime (forse la migliore). Adatta per pescare la spigola dai moli, ma non solo. Una volta allamato il pesce regala piaceri unici per la sua impareggiabile leggerezza e flessibilità.
In basso le immagini della canna.

MAVER LEGEND 1















MEVER LEGEND 9 METRI















MEVER LEGGEND VETTA















Il prezzo è di 100 euro per informazioni lasciate un messaggio a tupac-en@hotmail.it

venerdì 28 gennaio 2011

Galleggiante Per Cefalo



Come già detto in precedenza (post pesca al cefalo), il cefalo tende a succhiare l'esca e non ad aggredirla, ciò significa che le toccate al nostro galleggiante il più delle volte saranno minime, tanto da divenire pressoché invisibili in caso di leggera brezza e di leggero moto ondoso. In pratica a volte ci impedisce di vedere i classici "cerchietti" che si formano intorno al nostro segnalatore. 

Sapendo questo cercheremo se possibile di utilizzare una canna fissa e dei galleggianti adatti, i quali dovranno avere una forma affusolata e slanciata, ed essere tarati alla perfezione, tenendo conto anche del peso dell'esca utilizzata, in modo da essere sensibili ad ogni piccola tocca del pesce. La nostra "ferrata" in quel momento deve essere decisa, perché a volte dietro toccate quasi impercettibili si nascondono cefali anche di 2 chili e più...gli esperti pescatori di cefali potranno confermare! 
Nella foto a lato tre ottimi modelli di galleggiante per cefalo con le astine lunghe, per pescare il pesce in acque ferme o poco mosse.
Ovviamente in caso di acque mosse la nostra scelta cadrà su forme diverse, più tondeggianti, in modo da affrontare meglio la corrente. 

Potrebbe interessarti: Pesca al cefalo -  Pesca al cefalo con mazzetta

mercoledì 3 novembre 2010

Pesca al Cefalo


Per gli appassionati di pesca al cefalo i porti sono (assieme alle foci dai fiumi) i posti più indicati. Queste grandi strutture che si innalzano da fondali profondi sono colonizzate da tutti quegli organismi animali e vegetali che, aderendo alle pareti sommerse, con la loro presenza innescano una catena alimentare dove trovano posto tutti i pesci, richiamati dalla presenza degli altri. Tra le tante specie quella del cefalo è sicuramente la più frequante.

Prima di cominciare a pescare il cefalo è di fondamentale importanza la pasturazione, la quale dovrà essere fatta con pasture dal forte odore (formaggio maggiormente).
Le canne da usare saranno preferibilmente fisse ad azione rigida, perchè per il cefalo la "ferrata" dovrà essere molto decisa, dato che solitamente tende a succhiare la nostra esca, quindi raramente vedremo il nostro galleggiante scomparire nell'acqua. E fondamentale pescare il più vicino possibile al fondale, dato che gli esemplari di grossa taglia si nutrono di alghe e piccoli vermi presenti sul fondo.
Per la pesca a fondo ai cefali si pratica la cosiddetta pesca al tocco.
In basso una montatura a galleggiante.
PESCA AL CEFALO 2ND PARTE



Vedi pure: Pastura per cefalo