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giovedì 21 luglio 2016

Mulinello Colmic Black Tiger Prezzo E Caratteristiche Tecniche

Su Pesca dal Porto periodicamente presentiamo dei prodotti per la pesca da terra in mare. Quasi sempre, i prodotti da noi recensiti, sono quelli che a parer nostro presentano un'ottimo rapporto qualità-prezzo, in modo tale da offrire ai lettori meno esperti dei buoni consigli sull'acquisto delle sempre più costose attrezzature. Uno di questi è di sicuro il mulinello Colmic Black Tiger 3500.

mercoledì 2 dicembre 2015

Pescare Le Menole

Sicuramente non è una delle tecniche e delle specie più ricercate nella pesca sportiva, ma pescare le menole, una volta individuato il branco, può essere molto divertente per il numero di catture che ci permette di fare. La menola(Spicara manea) è una specie gregaria che si riunisce in grossi branchi i quali a volte fanno la fortuna dei pescatori agonistici.

martedì 3 marzo 2015

Pesca Dagli Scogli - Il Galleggiante Ovetto

Come molti sanno, i momenti di scaduta sono i più produttivi per una battuta di pesca dagli scogli a gallegiante, soprattutto alla ricercha di grossi saraghi e occhiate. Affrontare una scaduta dagli scogli, significa però, che nostro impianto pescante, sontenuto dal galleggiante, dovrà agire in un mare con un discreto moto ondoso, tra turbolenza e schiuma. In queste condizioni, per assicurarci una buona stabilità alla lenza ed evitare continui affondamenti del nostro segnaltore tra le onde, dovremo utilizzare un sughero di una certa grammatura  e piuttosto raccolto, dalla forma poco idrodinamica: il galleggiante ovetto scorrevole.

giovedì 23 ottobre 2014

Pesca All'inglese Nel Porto

Il porto come si sa, grazie alle sue protezioni artificiali, è uno di quei luoghi di pesca dove il più delle volte ci troviamo a pescare in acque calme, situazione in cui i pesci diventano molto più diffidenti e apatici. In questo caso è consigliabile usare lunghe canne bolognesi con montature leggere, e lunghe spallinate, ma a volte i pesci si trovano a distanze fuori portata per la "bolognese a galleggiante fisso" ed in questo caso per guadinare qualche pinnuto dovremo pescare all'inglese.

giovedì 11 settembre 2014

Pescare Con La Pioggia In Mare

Ci troviamo alla fine dell'estate e per quanto questo non ci piaccia, il periodo che andremo ad affrontare è, per la maggior parte delle regioni, il periodo più piovoso: l'autunno. Detto questo per molti pescatori la domanda nasce spontanea "è produttivo pescare con la pioggia in mare?"

lunedì 12 agosto 2013

Pesca Dalla Scogliera Con Galleggiante

Il titolo di questo post "pesca dalla scogliera con galleggiante", può essere un po' vago, perché di scogliere ce ne sono diverse e ognuna con caratteristiche proprie. La scogliera di cui intendo parlare è quella classica nell'immaginario del pescatore: a picco nel mare con fondali già molto alti a tiro di canna bolognese. Pescare in 7-8-9 metri di acqua è sempre un'esperienza bellissima. Ogni allamata può riservarci qualsiasi cosa, e nel recupero aspetteremo con ansia il pesce che arriva a galla per controllare di cosa si tratta.
Per affrontare spot del genere, come prima cosa, dovremo trovare un'ottima postazione che ci permetta di stare comodi, di avere tutto a portata di mano e di guadinare l'eventuale preda senza troppi problemi.
Trovato il posto dovremo scegliere con che tipo di galleggiante pescare: fisso o scorrevole. Se ci troviamo di fronte a 7-8 metri di acqua, con mare calmo o leggermente mosso, e abbiamo a disposizione una bolognese da 9 metri, è preferibile pescare con essa. La lunga canna bolognese a galleggiante fisso, ci permetterà di essere più precisi e diretti nella ferrata. Useremo un galleggiante a pera rovescia da 1,5 a 5 grammi(in base alla forza della corrente), una spallinata lunga e il finale in fluorocarbon lungo da 1 a 2 metri, sempre in base alla corrente. Anche la piombatura sarà più lunga a mare calmo, più raccolta con mare formato.
Se l'acqua sarà molto mossa o superiore a 8-9 metri, in questo caso diventerà obbligatorio l'uso del galleggiante scorrevole. Useremo canne da 5-6 metri con scorrevoli dai 2 ai 6 grammi. La lenza sarà dunque composta dal galleggiante, preceduto e seguito da nodino di stopper e perlina, quindi un bulk di pallini pari ad 1/3 circa del peso del galleggiante ed infine una spallinata lunga 1 metro sempre dal peso di 1/3 del galleggiante. In pratica piomberemo solo i 2/3 del peso del galleggiante in moda da osservare meglio le abboccate. Infine terminale in fluorocarbon dai 70 ai 100 cm. 
Il pacco esche per pescare dalla scogliera è molto ampio. Cozze, pezzetti di cefalopodi, gamberetto vivo e anellidi vanno benissimo, ma credo che nel periodo primaverile ed estivo il bigattino diventi insuperabile. Con mare calmo potremo tentare a pasturare lanciando i bigattini con la fionda. Con mare mosso anche leggermente, se vogliamo pasturare correttamente dovremo incollare i bigattini, mischiandoli con la ghiaia.

venerdì 1 luglio 2011

Spigole E Orate All'Inglese In Campania

Voglio completare con questo post, un discorso su uno dei più belli porti della Campania e probabilmente anche uno dei migliori porti per pescare spigole e orate, il porto di Agropoli.
Il porto di Agropoli è uno spot adatto ad ogni appassionato di pesca, in quanto all'interno è ricco di cefali lustrini, salpe e occhiate, verso l'esterno del braccio si pescano spigole e orate, mentre spingendoci sugli scogli e sul versante esterno si ha la possibilità di pescare  bellissimi saraghi molto combattivi.
Le foto presenti in questo post mi sono state inviate dal mio compagno di pesca (il maestro) Salvatore.
Pescando all'inglese ad una settantina di metri dagli scogli, prima dell'alba, ha effettuato una serie di catture di spigole ed una orata, usando il bigattino per esca fiondando pochi bigattini alla volta ogni 5 minuti, tenendo condo della velocità di affondamento delle larvette e dalla corrente. Corrente che prima del sorgere del sole è sempre presente in questo spot.

Le attrezzature usate sono state: un galleggiante a penna 2+2 su lenza madre dello 0,16, terminale lungo 1,50 m dello 0,14 sceso a 0,12 con le prime luci dell'alba, ami numero 16.


Voglio ringraziare Salvatore che ha promesso di mandarci foto di catture più importanti nel giro di poche settimane...speriamo bene.

lunedì 23 maggio 2011

Pescare Il Cefalo All'Inglese Nel Porto

Normalmente, quando si pensa alla pesca al cefalo, vengono in mente canne fisse e torpille. Non che sia un pensiero sbagliato, di fatti la canna fissa avendo un'azione molto diretta rappresenta la tecnica ideale le per il cefalo che solitamente non attacca l'esca, ma tende a succhiarla leggermente. Però molte volte volte, nonostante l'uso di pasture, non riusciamo a portare i cefali nel raggio d'azione della nostra canna fissa.
Pescando il cefalo all'inglese, avremo la possibilità di allargare il nostro raggio d'azione per trovare il branco o l'esemplare solitario di grossa taglia.

martedì 17 maggio 2011

E' Migliore Il Fluorocarbon o Il Nylon?


FLUOROCARBON
Una delle invenzioni più innovative riguardanti il mondo della pesca degli ultimi anni è di sicuro il fluorocarbon. Inventato in Giappone con l'intento di essere meno visibile in acqua rispetto ai tradizionali nylon, ha avuto e sta avendo molto successo tra i pescatori di tutto il mondo. Ma vediamo quali sono i pro e i contro nell'utilizzo del fluorocrbon, e i casi in cui è migliore usarlo rispetto al nylon.
Il fluorocarbon non è che sia invisibile, ma rispetto al nylon ha un indice di rifrazione più basso alla luce solare ed è più resistente all'abrasione, però essendo più rigido ha una tenuta minore al nodo e a parità di diametro con il nylon ha un carico di rottura inferiore.
Il nylon tradizionale è più elastico, quindi ha meno memoria meccanica e tende ad imparruccarsi di meno rispetto al fluorocarbon, quindi la scelta giusta sta nell'usare il nylon come lenza madre sui mulinelli e usare il terminale in fluorocarbon per una minore visibilità.
A mio parere è inutile usare i terminali in fluorocarbon di notte e nei momenti in cui il cielo e chiuso e le acque sono torbide, perchè in queste condizioni non usufruiremo dei suoi vantaggi e avremo un terminale più rigido e con un carico di rottura inferire.
Esiste però anche un compromesso tra nylon e fluorocarbon, il fluorocoated (che personalmente preferisco), in pratica è un nylon tradizionale rivestito con del fluorocarbon, da usare solo per terminali. Tra i florocoated penso sia eccezionale il Falcon prestige, soprattutto per un rapporto qualità prezzo.

FLUOROCOATED



lunedì 18 aprile 2011

Attrezzatura Di Pesca: La Manutenzione

Vi sono molti fattori negativi che durante una battuta di pesca ci portano all'insuccesso. Ad esempio pescare in momenti di marea non favorevoli, usare esche che in quel momento sono poco catturanti o una cattiva pasturazione, se a tutto questo aggiungiamo la cattiva manutenzione della nostra attrezzatura le probabilità di "cappotto" non possono che aumentare.
L'attrezzatura di pesca, alla fine di ogni uscita, va curata e riguardata. Molte volte capita che dopo ore di attesa abbiamo la fortuna di avere una bella abboccata, ma nel più bello, durante il recupero finiamo per perdere la nostra preda lamentandoci della sfortuna avuta, senza pensare che magari stavamo pescando con un amo spuntato, nylon troppo usurato in bobina o terminali ormai cotti dal sole.


Ogni tanto riservare un paio d'ore del nostro tempo a sani controlli della nostra attrezzatura da pesca non può che aiutarci in progetto di una futura uscita. Controlleremo per bene i nostri ami, galleggianti, terminali, oltre al loro stato di usura, controlliamo se le misure sono adatte alla nostra prossima avventura e ottimizziamo il tutto portandoci solo gli accessori utili, analizzando bene la situazione specifica che andremo a trovare una volta arrivati sul luogo, senza sovracaricarci di materiale che non useremo, che ci sarà solo di intralcio, facendoci perdere tempo prezioso.

Per quanto riguarda invece le canne e i mulinelli e bene pulirli ogni qual volta rientriamo da pesca. Le canne le puliremo con un panno umido, in modo da eliminare salsedine, granelli di sabbia o altri agenti che potrebbero danneggiarle. Lo stesso faremo con i mulinelli a cui toglieremo le bobine con il filo imbobinato e le immergeremo in acqua e sapone per qualche ora, risciaquandole accuratamente prima di rimontarle sui mulinelli.

In conclusione voglio dire anche che il momento che stiamo vivendo nella società attuale non è dei migliori, nemmeno per noi "avventurieri pescatori" e che quel consumismo che ci ha visti partecipi fin adesso sta per finire o non potrà durare per sempre, quindi avere cura delle nostre cose(non solo di pesca)non può che giovare a noi stessi....

giovedì 17 marzo 2011

Pescare Dal Lato Esterno Del Porto

I porti sono da sempre le zone di pesca più frequentate in assoluto, e quando si parla di "pesca dal porto" quasi sempre si pensa alla pesca all'interno dei porti, cioè nel lato interno, dove ,  non dimentichiamoci , la pesca è tollerata ma non autorizzata (sanzioni amministrative fino a 51,64 euro). Nonostante il grandissimo numero di pescatori che si riversano nei nostri porti, le postazioni sul lato esterno, il lato verso il mare aperto, sono poco frequentate, probabilmente anche per mancanza di comodità rispetto al lato interno, dovuta, all'innumerevole numero di scogli artificiali presenti.
Il lato esterno di un porto di solito è una postazione dalla quale non conviene "pescare di fino", cioè con lenze sottili. Un guadino lungo e leggero farebbe comodo, ma i più sembrano rassegnati all'idea di farne a meno, almeno pescando dai tratti più alti.
La caratteristica più interessante di questi spot è che consentono una grande varietà di catture, perché oltre alle specie classiche del lato interno, possiamo pescare anche  sgombri, sugarelli, pagelli e boghe pesci di solito riservati alla pesca dalla barca.
Data l'elevata profondità dell'acqua che di sicuro andremo ad affrontare, una tecnica efficace sia di giorno che di notte è l'inglese, quindi con galleggiante dedicato di elevata grammatura, e magari abbinato magari a un piccolo pasturatore scorrevole sulla lenza.
Belle soddisfazioni ovviamente potranno arrivare dalla pesca a fondo, facendo ovviamente attenzione alla presenza di scogli che potrebbero danneggiare pesantemente la nostra montatura. Consigliabile la montatura con il piombo a perdere, o un piombo ballerina, con un solo bracciolo da 60-70 cm massimo.

giovedì 24 febbraio 2011

Spigole All'Inglese

Come abbiamo già spiegato in post precedenti,la pesca all'inglese oltre a permetterci di pescare in lontananza, grazie ai galleggianti piombati, e ci permette di pescare in profondità elevate(molto utile nei porti), il tutto senza perdere la leggerezza della lenza.

Ed è proprio questa leggerezza che andremo a sfruttare per pescare la spigola, la quale rimane uno dei pesci più sospettosi a cui noi pescatori diamo la la "caccia". Vediamo come...

Cominciamo con l'attrezzatura di base e l'esca: ovviamente una canna all'inglese da 4,5 metri da 20-25 gr. di potenza, mulinello 2500-3000 caricato con monofilo affondante dello 0,18. Come esca procuriamoci 1 kg di bigattini per innescarli e pasturare, nel caso preferiamo il bigattino ad altre pasture. Terminale lungo 1,5 metri dello 0,14 e amo del 16.

La montatura classica verrà effettuata in questa maniera: come prima cosa inseriamo uno stopper in cotone sulla lenza madre che servirà per bloccare la corsa del galleggiante, dopo è preferibile aggiungere un aggancio scorrevole(vedi foto) su cui verrà posto il  galleggiante, dalla grammatura da noi scelta. Prima del piombo possiamo mettere un un tubicino siliconico, quindi il piombo, girellina e terminale libero.
Aggancio scorrevole

Nel caso non ci sia molta corrente e fondali non troppo profondi, possiamo montare un galleggiante inglese, non scorrevole, bloccato dai piombini, una sorta di lenza "morta", cioè senza piombo.
Esempio: prendiamo un galleggiante 4+2, lo montiamo su una lenza dello 0,16 e lo blocchiamo con due pallini spaccati da 1 grammo,a distanza tra loro di 3 cm. Alla fine agganciamo il terminale da 50 cm dello 0,12 con un nodo asola-asola, quindi senza girellina. In questa maniera, corrente permettendo, avremo il massimo della naturalezza della nostra esca nell'acqua.


VEDI ANCHE: Pesca all'inglese con paturatore


mercoledì 29 dicembre 2010

Bigattini Incollati

Come noi tutti sappiamo, la pasturazione è di fondamentale importanza per la buona riuscita della nostra battuta di pesca.
Come già detto, e ripetuto in altri post, quando si pesca usando il bigattino, la pasturazione è preferibile effettuarla con le larvette stesse, fiondandole nei pressi del nostro galleggiante. Tutto questo però potremmo farlo in condizioni di mare calmo. Nel caso ci troveremo a pescare in acque profonde e in presenza di corrente, non possiamo fiondare i bigattini perché la corrente li porterebbe lontano dal nostro amo chissà dove, durante la lunga discesa prima che arrivino a toccare il fondale.
In queste condizioni allora, faremo uso di una tecnica diffusa nella pesca in acque interne, quella di incollare i bigattini. Questi ultimi vengono appunto incollati e mischiati con ghiaia, per avere maggior peso, in modo tale da non essere trasportati dalla corrente e raggiungere subito il fondale.

Bigattini prima di essere lanciati
In questi 5 passaggi vediamo in che modo incollare i bigattini.
  1. Prima di incollarli, i bigattini dovranno essere puliti, quindi privi di segatura. Una passata al setaccio ci aiuterà in questo.
  2. Una volta puliti, bisogna metterli in un'ampia vaschetta, in modo da distribuirli correttamente aggiungendo ghiaia per dar loro peso.
  3. I bigattini per essere incollati dovranno essere inumiditi. Useremo un semplice vaporizzatore con dell'acqua. Poche spruzzate basteranno.
  4. A questo punto aggiungeremo la colla da noi scelta. L'aggiungeremo un po alla volta, facendo si che il movimento stesso delle larvette amalgami il tutto (ghiaia compresa).
  5. Attenderemo qualche minuto e vedremo i bigattini rallentare il loro movimento fino  a fermarsi.
Guarda il video incollare i bigattini

venerdì 26 novembre 2010

Pesca All'inglese Con Pasturatore



Questo tipo di pesca è ideale per chi vuole pescare a lunga distanza grazie al peso abbastanza sostenuto dei galleggianti pasturatore che andremo ad utilizzare.

Pescando all'inglese con il pasturatore abbiamo la possibilità di pasturare direttamente sul nostro amo caricando il nostro "galleggiate pasturatore" con la pastura che preferiamo, ma il più delle volte vengono utilizzati i bigattini. 

E' una tecnica che va praticata in condizioni di mare calmo, perché in caso di corrente la nostra pastura(o bigattini) verrebbe trasportata altrove, magari allontanando i pesci dalla nostra esca. I porti dunque risultano essere i luoghi più indicati per praticare questo tipo di pesca, data la loro protezione artificiale contro e correnti più sostentute. 

Come per il ledgering, quello classico a pasturatore, è importare lanciare sempre nella stessa zona di pesca, per beneficiare meglio dell'effetto della pasturazione.
Pescando nei porti tante saranno le specie che andremo ad insidiare, e in questo caso sarà il bigattino a darci le maggiori soddisfazioni attirando su di se saraghi, orate, spigole e occhiate.

Per quanto riguarda l'attrezzatura useremo una canna bolognese ad azione medio-rigida dalla lunghezza variabile dai 4 ai 4,5 metri con una potenza massima di 40-50 grammi. Il mulinello non avrà dimensioni eccessive, dovremo rendere il tutto più leggero possibile dato che pescheremo quasi sempre con la canna stretta nelle nostre mani, perché in questo tipo di pesca la ferrata dovrà essere molto reattiva. La montatura sarà la stessa per la pesca all'inglese con i galleggianti classici, con lo stopper che fermerà il galleggiante all'altezza da noi stabilita.