Di esche artificiali per la pesca a spinning in mare ne esistono di varie tipologie, ognuna adatta al proprio scopo specifico, ma le colorazioni sono talmente tante da confondere anche uno spinner esperto, figuriamoci un neofita della disciplina. Ma vediamo qual'è la reale importanza dei colori per un artificiale da spinning.
La soluzione a ogni problema...è andare a pesca, e più il problema è grave e più lungo dovrebbe essere il viaggio..."John Gierach"
Visualizzazione post con etichetta esche da pesca. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta esche da pesca. Mostra tutti i post
lunedì 27 febbraio 2017
giovedì 1 settembre 2016
Pesca Al Cefalo Con Il Pane Francese
Il pane francese è una delle esche più antiche nella pesca da terra in mare. Da non confondere con la baguette, essa è ottima per la ricerca di numerose specie come occhiate, saraghi e salpe, ma viene utilizzata prevalentemente nella pesca al cefalo. In questo articolo spiegheremo la preparazione all'innesco.
Etichette:
canna fissa,
esche da pesca,
pesca al cefalo
sabato 30 luglio 2016
Esche Artificiali Per Pesce Serra
Sono anni che questo splendido predatore ha invaso i nostri mari e in alcuni casi ha sostituito la spigola come sogno nel cassetto degli spinner italiani. Il pesce serra rappresenta "la sportività estrema" dello spinning, grazie alla sua aggressività e la spettacolarità dei recuperi. In questo articolo parleremo delle esche artificiali per la cattura di questo mostro del sottocosta.
lunedì 15 febbraio 2016
Pescare Con Il Granchio Vivo
Siamo a metà febbraio e, a questo punto, possiamo dire che "il grosso" del periodo freddo è andato via. Fra qualche settimana le prime giornate di sole faranno tornare la voglia a migliaia di pescatori, da nord a sud, di ritornare su spiagge e scogliere, a rilassarsi con piacevoli battute di pesca a fondo.
L'esca che, pescando a fondo, dall'inizio della primavera fino ad autunno inoltrato, ci permetterà di effettuare catture di un certo livello è sicuramente il granchietto, sia quello di sabbia che quello di scoglio.
lunedì 13 aprile 2015
Esche Naturali - Le Alghe Verdi
La pesca con l'utilizzo delle alghe verdi come esca, conosciuta anche come "pesca con l'erba", è comunemente praticata dagli scogli alla ricerca delle salpe. Le alghe verdi sono il cibo più utilizzato dalle salpe, ma innescandola ai nostri ami avremo la possibilità di catturare grosse occhiate, saraghi e boghe. Tra le "esche alternative a costo zero", è quella più facile da reperire e lo si fa direttamente sul luogo di pesca. La si trova nel periodo primaverile ed estivo, su quasi tutte le scogliere e cresce dove battono le onde. In pratica le troveremo su quei scogli in parte fuori dall'acqua e in parte sommersi. L'unica accortezza è quella di stare attenti nel recuperarle, perché le rocce in cui crescono sono molto scivolose, quindi bisogna fare attenzione e cercare di tenere i piedi sempre su parti asciutte, onde evitare rischiosi scivoloni. Avendo un aspetto filamentoso, l'alga verde può essere recuperata anche con l'ausilio di un bastone.
Etichette:
esche da pesca,
pesca dagli scogli,
salpa
lunedì 9 marzo 2015
Durata Delle Esche In Mare
Molti pescatori, soprattutto quelli alle prime armi, si saranno chiesti quanto tempo può rimanere la propria esca in acqua, prima di essere sostituita. A questa domanda non è semplice rispondere, perché dipende dalla tipologia di esca, ma è bene sapere che un innesco "vecchio", oppure danneggiato, perde gran parte del suo potere catturante.In linea di massima possiamo dire che per i vermi di mare comunemente utilizzati nel surfcasting e nella pesca a fondo in generale, i tempi di recupero non dovranno superare mai i 15 minuti, fatta eccezione per l'arenicola che essendo più delicata va cambiata più spesso e per il bibi, che essendo più resistente può restare anche per 20-25 minuti.
Etichette:
esche da pesca,
pesca a fondo,
rockfishing,
surfcasting
giovedì 19 febbraio 2015
Esca: Il Saltarello Veneziano
Il saltarello nostrano è un verme dalla lunghezza che varia dai 5 ai 14 centimetri, dal colore rossastro, con sfumature di verde con riflessi forforescenti. E' detto anche saltarello veneziano perché è molto diffuso nella Laguna Veneta e nel Polesine. Esso è molto simile alla tremolina, ma è più resistente e ha maggiore mobilità.Viene impiegato nella pesca sportiva per insidiare i pesci di media taglia, senza dimenticare che gli esemplari grandi, quelli superiori ai 10 centimetri vengono utilizzati per la cattura delle spigole .
venerdì 28 novembre 2014
Come Utilizzare L'Olio Di Sarda
L'olio di sarda è uno di quei componenti che in alcune occasioni può aiutarci e contribuire alla buona riuscita di una battuta di pesca. Essendo un concentrato di aroma di sardina, lo si può utilizzare in quasi tutte le tecniche di pesca da terra, per "insaporire" le esche o usarlo come collante per le pasture
Etichette:
attrezzatura di pesca,
esche da pesca,
pasturazione
lunedì 17 novembre 2014
Innescare La Sarda All'Amo
In un vecchio articolo, tempo fa, parlammo della pesca con la sarda specificando le sue caratteristiche. Vediamo ora come innescare la sarda all'amo in modo ottimale in pochi semplici passaggi, utilizzandola per il surfcasting o per la pesca a fondo in generale.
Etichette:
attrezzatura di pesca,
esche da pesca,
rockfishing,
surfcasting
venerdì 6 giugno 2014
Pescare Con La Mazzancolla
Oltre ai gamberi, solitamente innescati vivi alla ricerca della spigola, ci sono molti altri crostacei simili, capaci di dare ottimi risultati nella pesca da terra. Uno di questi è la mazzancolla (Penaeus kerathurus).Le mazzancolle sono crostacei di medie dimensioni, solitamente misurano 12 - 15 centimetri e, in alcuni casi raggiungono anche i 18 - 20 centimetri. Sono molto simili ai gamberi, ma hanno la corazza di colore marroncino sbiadito, una coda che si apre a ventaglio e antenne molto lunghe. Vivono tra i 30 e i 40 metri di profondità su fondali sabbiosi, soprattutto in prossimità delle grandi foci dei fiumi.
Etichette:
esche da pesca,
pesca a fondo,
pesca dagli scogli
giovedì 20 marzo 2014
Pesca Spigola: Bigattino O Gamberetto
Gamberetto vivo e bigattino, sono da sempre considerate la migliori esche per la pesca alla spigola con la bolognese. Vediamo in questo post la differenza nel loro utilizzo, i loro pregi, e in quali occasioni l'una risulta essere più catturante dell'altra.
.
Il gamberetto è presente in tutti i mari che bagnano la nostra penisola ed è un alimento naturale della spigola, la quale risulta esserne fortemente attratta. Pescando con la bolognese, usando il gamberetto vivo come esca, la nostra attrezzatura non dovrà essere "leggera" come quando peschiamo con il bigattino. L'ideale è un mulinello, 3000-4000, caricato con nylon dello 0,22, galleggiante fisso o scorrevole dai 3 ai 6 grammi, piombato con una torpille secca e infine un terminale dello 0,18 in fluorocarbon lungo 150 centimetri. Una volta sondata la profondità dell'acqua, faremo lavorare l'esca a 30-40 cm dal fondo. Il gamberetto verrà innescato per la coda su ami a pancia larga di misure appropriate alla sua grandezza.
Dalla veloce descrizione della montatura si può dedurre che il "sistema pescante" è molto semplice, adatto anche a persone poco esperte. Il tutto però, a differenza della pesca a bigattino, è molto selettivo: se nella zona sono presenti spigole o corvine, saranno le uniche ad attaccarlo.
Il bigattino possiede probabilmente le stesse capacità catturanti del gamberetto e, nonostante le sue piccole dimensioni, non sono rare con esso catture di spigole al di sopra dei 2 chili. A differenza del suo rivale però è meno selettivo, perché viene attaccato da quasi tutte le specie presenti in acqua, anche da minuscole castagnole e leccie stella da 2 centimetri. Altra differenza è che pescando a bolognese con il bigattino, dovremo presentare in acqua un impianto pescante leggerissimo, in modo tale che la larvetta si muova come le altre usate per la pasturazione. Quindi una pesca adatta a pescatori più esperti, che dovranno tirare su esemplari anche grossi, con monofili dallo 0,14, terminali 0,10 e ami numero 16.
Il gamberetto vivo dà i suoi massimi risultati nei periodi freddi dell'anno, periodi in cui vi è una loro carenza in acqua. Negli altri periodi però il bigattino risulta essere migliore, soprattutto nelle calde nottate estive, dove da moli abbastanza profondi (5-6 metri) ci farà guadinare l'esemplare che non ci aspettiamo.
.
Il gamberetto è presente in tutti i mari che bagnano la nostra penisola ed è un alimento naturale della spigola, la quale risulta esserne fortemente attratta. Pescando con la bolognese, usando il gamberetto vivo come esca, la nostra attrezzatura non dovrà essere "leggera" come quando peschiamo con il bigattino. L'ideale è un mulinello, 3000-4000, caricato con nylon dello 0,22, galleggiante fisso o scorrevole dai 3 ai 6 grammi, piombato con una torpille secca e infine un terminale dello 0,18 in fluorocarbon lungo 150 centimetri. Una volta sondata la profondità dell'acqua, faremo lavorare l'esca a 30-40 cm dal fondo. Il gamberetto verrà innescato per la coda su ami a pancia larga di misure appropriate alla sua grandezza.Dalla veloce descrizione della montatura si può dedurre che il "sistema pescante" è molto semplice, adatto anche a persone poco esperte. Il tutto però, a differenza della pesca a bigattino, è molto selettivo: se nella zona sono presenti spigole o corvine, saranno le uniche ad attaccarlo.
Il bigattino possiede probabilmente le stesse capacità catturanti del gamberetto e, nonostante le sue piccole dimensioni, non sono rare con esso catture di spigole al di sopra dei 2 chili. A differenza del suo rivale però è meno selettivo, perché viene attaccato da quasi tutte le specie presenti in acqua, anche da minuscole castagnole e leccie stella da 2 centimetri. Altra differenza è che pescando a bolognese con il bigattino, dovremo presentare in acqua un impianto pescante leggerissimo, in modo tale che la larvetta si muova come le altre usate per la pasturazione. Quindi una pesca adatta a pescatori più esperti, che dovranno tirare su esemplari anche grossi, con monofili dallo 0,14, terminali 0,10 e ami numero 16.Il gamberetto vivo dà i suoi massimi risultati nei periodi freddi dell'anno, periodi in cui vi è una loro carenza in acqua. Negli altri periodi però il bigattino risulta essere migliore, soprattutto nelle calde nottate estive, dove da moli abbastanza profondi (5-6 metri) ci farà guadinare l'esemplare che non ci aspettiamo.
Etichette:
esche da pesca,
pesca con bolognese,
spigola
venerdì 28 febbraio 2014
Esche Per Pesca Dalla Spiaggia : I Cefalopodi
Tra le esche da usare per la pesca dalla spiaggia, i cefalopodi hanno un potere catturante molto elevato nel periodo freddo dell'anno. I più comuni, facilmente reperibili in pescheria, sono i totani, le seppie e i calamari. Quando le acque sono fredde, a differenza del periodo estivo, gli olii e gli odori presenti nelle esche sono difficilmente sentiti dai pesci, quindi il richiamo visivo del boccone diventa estremamente importante. Il potere catturante dei cefalopodi è dato appunto dal richiamo visivo. La loro luminescenza, causata da una sostanza detta luciferina, attiva anche dopo la loro morte, li rende visibili ai pesci anche a grandi distanze, soprattutto se si pesca di notte.
Possiamo preparare grossi bocconi, aiutati dall'ago da innesco e dal filo elastico, alla ricerca del pezzo da novanta, o tagliare delle striscioline e innescarle a nostro piacimento alla ricerca di saraghi e spigole fra la schiuma. L'innesco delle striscioline può essere normale, coprendo l'amo facendo fuoriuscire solo la punta, oppure a "coda di rondine". In entrambi i casi meglio usare ami a gambo lungo.Una cosa molto importante da fare prima dell'innesco è quella di battere con un martelletto i bocconi preparati, in questo modo li renderemo più appetibili ai pesci. La preparazione delle esche è meglio eseguira sul luogo di pesca, in modo tale da non perdere la loro freschezza.
Etichette:
esche da pesca,
pesca dalla spiaggia,
surfcasting
venerdì 3 gennaio 2014
Esche Naturali Per Mare: Il Paguro
Tra le esche naturali da usare in mare, il paguro è sicuramente una delle migliori per saraghi, orate e pagelli. Il paguro è diffuso in tutto il mar Mediterraneo, vive all'interno di conchiglie rimaste vuote da altri molluschi. Una volta che le sue dimensioni aumentano, il paguro è costretto a cambiare conchiglia cercandone una più grossa, questo per difendersi dagli attacchi dei predatori.
Il paguro viene principalmente utilizzato nella pesca a fondo, pesca in cui garantisce ottimi risultati, sia a livello di catture che a livello di selezione per quanto riguarda la taglia delle prede.
L'innesco del paguro viene effettuato su ami del tipo beack dalle misure variabili dal 4 all'8 in relazione alla sua grandezza. L'amo lo si fa passare nella zona molle sotto la coda, e grazie alla conformazione ricurva del crostaceo, calzerà alla perfezione, nascondendo completamente l'amo, di cui si farà fuoriuscire solo la punta(su internet ci sono molti ottimi video in cui è visibile l'innesco). Per non rovinare l'esca è preferibile utilizzare ami di ottima qualità e affilatissimi. Nel caso i paguri siano molto piccoli, è possibile innescarne due su un amo solo.
I paguri li possiamo recuperare sulle spiagge sabbiose in momenti di bassa mare, oppure rivolgerci, se possibile, a pescatori professionisti che potrebbero procurarci gli esemplari più grandi.
Il paguro viene principalmente utilizzato nella pesca a fondo, pesca in cui garantisce ottimi risultati, sia a livello di catture che a livello di selezione per quanto riguarda la taglia delle prede.
L'innesco del paguro viene effettuato su ami del tipo beack dalle misure variabili dal 4 all'8 in relazione alla sua grandezza. L'amo lo si fa passare nella zona molle sotto la coda, e grazie alla conformazione ricurva del crostaceo, calzerà alla perfezione, nascondendo completamente l'amo, di cui si farà fuoriuscire solo la punta(su internet ci sono molti ottimi video in cui è visibile l'innesco). Per non rovinare l'esca è preferibile utilizzare ami di ottima qualità e affilatissimi. Nel caso i paguri siano molto piccoli, è possibile innescarne due su un amo solo.
I paguri li possiamo recuperare sulle spiagge sabbiose in momenti di bassa mare, oppure rivolgerci, se possibile, a pescatori professionisti che potrebbero procurarci gli esemplari più grandi.
Etichette:
esche da pesca,
orata,
pesca a fondo,
sarago
venerdì 6 dicembre 2013
Pescare Con La Patella
La patella(Patella careulea), è un mollusco monovalva molto diffuso nel mar Mediterraneo, mar Nero e Oceano Atlantico. Vive sugli scogli soggetti a variazione di maree, nella zona di risacca, dove aderisce con forza allo strato roccioso. Ha la forma di cono appiattito, si nutre di alghe ed è grande mediamente 2-3 centimetri. Le più grandi arrivano a 4 centimetri. La patella è un'esca naturale molto valida, efficacissima per i saraghi e per tutti i sparidi in generale.
Reperirle è semplicissimo. Basta recarsi su degli scogli durante le fasi di bassa marea, quando le patelle si trovano fuori dall'acqua e staccarle dalle roccie con l'ausilio di un coltellino.
Pescare con la patella come esca è particolarmente indicato nel periodo invernale. Essa, una volta tolta dal suo guscio può essere utilizzata sia a pezzi per le tecniche con il galleggiante, sia intera per le tecniche di fondo. Ha un'ottima consistenza e quindi sopporta anche lanci abbastanza violenti e resiste agli attacchi della minutaglia.
Pescando dagli scogli, in presenza di prede di una certa dimensione, possiamo innescare anche due o più esemplari su ami robusti a gambo medio dalle misure comprese tra il 4 e il 12. Questa operazione può essere fatta anche pescando a surfcasting.
Una volta staccate dalle rocce, evitiamo di esporle al sole. Possiamo conservarle in un panno umido nel frigorifero e quando le portiamo a pesca meglio trasportarle in una borsa termica.
Etichette:
esche da pesca,
pesca dagli scogli,
sarago
sabato 5 ottobre 2013
Pesca Con Le Camole In Mare
Andando a pesca in mare, ci accorgiamo a volte che le solite esche non hanno effetto sui nostri amici pinnuti, vuoi per la troppa pressione di pesca vuoi per altri fattori, quali la corrente, la temperatura dell'acqua, la stagionalità, ecc. In queste situazioni, avere un esca diversa dal solito può fare la differenza. Una di queste esche è sicuramente la camola. La "camola del miele" ha la stessa forma e colore di un bigattino, ma è molto più grande ed è una delle esche più conosciute ed utilizzate nella pesca alla trota il laghi e torrenti, ma nonostante ciò, può dare ottimi risultati anche nella pesca in mare, dove è apprezzata da molte specie.
Possiamo utilizzare la camola nella pesca in mare, nei fondali alti, a mezz'acqua, alla ricerca di grosse occhiate o sul fondo alla ricerca di grossi saraghi e orate. Quindi grazie anche alla sua corporatura grossa e resistente, la possiamo utilizzare in varie tecniche di pesca, sia a galleggiante che a fondo.
Pescando con la camola in mare, grazie alle sue grosse dimensioni avremo la possibilità di utilizzare ami più grossi e quindi essere più tranquilli in eventuali recuperi di prede con apparati boccali potenti. Nell'innesco possiamo utilizzarle singolarmente o meglio doppie (foto). Una la faremo calzare interamente sull'amo, l'altra nella parte finale dell'amo, in modo da creare più movimento in acqua. Durante le fasi dell'innesco facciamo attenzione a non fare uscire il liquido giallo che si trova nel loro interno, quindi usiamo ami affilatissimi e di ottima qualità.
Utilizzeremo la camola in condizioni di mare calmo e limpido, perché in queste circostanze darà i migliori risultati. I terminali saranno lunghi, fino a 2 metri e mezzo, in fluorocarbon, leggermente più grandi di quelli utilizzati per il bigattino, senza però mai superare lo 0,16.
Nell'acquisto delle camole controlliamo che abbiano una consistenza soda e siano di colore giallo chiaro. Le possiamo conservare per qualche giorno in frigo.
venerdì 27 settembre 2013
Esche Per Pesca In Mare Da Riva: Lo Scampo
Lo scampo (nephrops norvegicus) è un crostaceo che vive su fondali melmosi a profondità comprese tra i 40 e i 300 metri. E' molto ricercato nel settore culinario per la sua prelibatezza, ma le sue carni sono ottime anche per essere usate come esche nella pesca in mare. Simile al gambero, lo scampo è però più catturante, perché la sua polpa è un boccone universale, gradito da quasi tutti i pesci, specialmente da saraghi, orate ed occhiate.
Lo scampo può essere utilizzato come esca sia pescando a galleggiante, innescato su piccoli ami, sia pescando a fondo innescato su ami idonei alla grandezza del boccone da noi preparato. Lo innescheremo, in relazione al tipo di pesca, su ami dalle misure comprese tra il 10 e il 22. Gli ami dovranno essere a gambo medio, sottili e molto affilati. Nell'innesco metteremo la quantità necessaria a coprire l'intero amo da noi scelto, facendo fuoriuscire soltanto la punta.
E' preferibile utilizzarlo fresco per avere i migliori risultati, ma il suo costo è molto elevato. Lo si può acquistare anche surgelato, ma sicuramente non avrà le stesse proprietà catturanti di quello fresco. Sia freschi che congelati gli scampi sono facilmente reperibili presso i banchi delle pescherie.
Etichette:
esche da pesca,
pesca a fondo,
pesca con bolognese,
pesca dalla spiaggia
giovedì 18 luglio 2013
Come Innescare L'Aguglia Viva
L'aguglia oltre ad essere un pesce molto divertente da pescare è anche un'ottima esca da utilizzare viva alla ricerca dei potenti predatori del sotto costa. Viene ampiamente utilizzata anche dalla barca per predatori come tonni e pesci spada.
Nella pesca da terra l'aguglia viene innescata viva alla ricerca dei pesci serra e lecce amia, ma viene attaccata anche da grosse spigole e ricciole.
Subito dopo averla catturata, l'aguglia dovrà essere innescata con due ami, utilizzando molta cura ed attenzione. Il terminale sarà costituito da un cavetto d'acciaio su cui ci sarà un'amo numero 2/0 alla fine e un'altro, della stessa misura, scorrevole sul cavetto; tali finali vengono venduti già pronti nei negozi di pesca. L'importate è che gli ami dovranno essere robusti ed affilatissimi, in modo da non rovinare il pesce durante l'innesco. I due ami verranno appuntati con molta delicatezza sul dorso del pesce, permettendo all'esca di nuotare liberamente nell'acqua attirando su di se qualche predatore in cerca di cibo.
L'innesco dell'aguglia viva è consigliato tutto l'anno, ma il periodo migliore è sicuramente l'estate quando i pesci serra si avvicinano alla costa. Mediante la tecnica della teleferica l'aguglia viva ha dato molte soddisfazioni ai pescatori di rockfishing, consentendo catture da sogno come ricciole e dentici. Tale innesco può essere utilizzato dalle scogliere naturali, dagli antemurali dei porti, ma soprattutto in quelle zone dove vi sono grosse foci di fiumi. Ovviamente le attrezzature che andremo ad usare saranno molto pesanti perché con questo tipo di innesco mireremo alla cattura del pesce di taglia, quindi spazio a mulinelli di taglia grossa, canne potenti e nylon dello 0,35 e più.
Nella pesca da terra l'aguglia viene innescata viva alla ricerca dei pesci serra e lecce amia, ma viene attaccata anche da grosse spigole e ricciole.
Subito dopo averla catturata, l'aguglia dovrà essere innescata con due ami, utilizzando molta cura ed attenzione. Il terminale sarà costituito da un cavetto d'acciaio su cui ci sarà un'amo numero 2/0 alla fine e un'altro, della stessa misura, scorrevole sul cavetto; tali finali vengono venduti già pronti nei negozi di pesca. L'importate è che gli ami dovranno essere robusti ed affilatissimi, in modo da non rovinare il pesce durante l'innesco. I due ami verranno appuntati con molta delicatezza sul dorso del pesce, permettendo all'esca di nuotare liberamente nell'acqua attirando su di se qualche predatore in cerca di cibo.
L'innesco dell'aguglia viva è consigliato tutto l'anno, ma il periodo migliore è sicuramente l'estate quando i pesci serra si avvicinano alla costa. Mediante la tecnica della teleferica l'aguglia viva ha dato molte soddisfazioni ai pescatori di rockfishing, consentendo catture da sogno come ricciole e dentici. Tale innesco può essere utilizzato dalle scogliere naturali, dagli antemurali dei porti, ma soprattutto in quelle zone dove vi sono grosse foci di fiumi. Ovviamente le attrezzature che andremo ad usare saranno molto pesanti perché con questo tipo di innesco mireremo alla cattura del pesce di taglia, quindi spazio a mulinelli di taglia grossa, canne potenti e nylon dello 0,35 e più.
Etichette:
aguglia,
esche da pesca,
pesca a fondo,
rockfishing
giovedì 20 giugno 2013
Usare Il Filo Elastico Per Esche
Di sicuro i pescatori esperti ne conoscono il corretto utilizzo, ma molti principianti ne ignorano addirittura l'esistenza. Il filo elastico è un'accessorio di grandissima utilità, che ci permette l'utilizzo di esche delicate, le quali senza di esso si staccherebbero facilmente dall'amo durante le fasi del lancio. Basti pensare che il cannolicchio o la sarda fresca, due delle esche più produttive nel surfcasting, senza l'ausilio del filo elastico non riuscirebbero a stare sull'amo.
Nell'utilizzo però dovremo fare alcuni accorgimenti. Prima di tutto non dobbiamo mai eccedere nella quantità; nell'avvolgerlo attorno all'esca dovremo essere più delicati nella parte alta del boccone (la parte vicino alla curvatura dell'amo), lasciandola più morbida ed adescante e stringere maggiormente ed effettuare più giri nella parte verso il nylon. Ovviamente la punta dell'amo deve essere completamente libera dal filo.
Il filo elastico non serve solo per utilizzare esche morbide e delicate, ma anche nella preparazione di grossi bocconi in generale.
In commercio esistono molte varietà e noi dovremo scegliere quella più adatta al tipo di esca che avremo deciso di utilizzare e se possibile puntare su quello più sottile.
Etichette:
attrezzatura di pesca,
esche da pesca,
pesca a fondo,
surfcasting
martedì 28 maggio 2013
Pescare A Spinning Con I Top Water
I top water sono tutti quegli artificiali che durante il recupero lavorano in superficie e che vengono recuperati velocemente formando il famoso effetto splashing (schizzi a pelo d'acqua). Vediamo ora di spiegare semplicemente i vari modelli di top water e il loro utilizzo nella pesca a spinning da riva.Il più utilizzato tra i top water è di sicuro il popper (leggi l'articolo) che con la sua particolare forma produce nel recupero schizzi e rumori.
Etichette:
attrezzatura di pesca,
esche da pesca,
spinning
martedì 12 febbraio 2013
Pescare Con Il Pane In Mare
I momenti migliori per pescare con il pane in mare, sono le scadute estive, pescando dagli scogli. Infatti in tali momenti, con le acque ancora un po' torbide e ricche di cibo staccatosi dagli scogli, i suoi toni molto chiari saranno un ulteriore richiamo per saraghi e salpe che pescheremo a pochi metri da noi. Lanciando più lontano, magari aiutati da un galleggiante all'inglese riusciremo ad insidiare occhiate e cefali.
Per preparare un buon innesco con il pane, un innesco che tenga all'amo, meglio usare la mollica dei panini all'olio o le classiche confezioni di pane in cassetta. Una buona preparazione è questa, ed la stessa per la mollica e per il pane in cassetta, però da quest'ultimo dovremo eliminare il bordo esterno più scuro (foto in alto):
- Inzuppate la mollica o il pane in cassetta nell'acqua di mare.
- Con una leggera pressione delle mani eliminate l'acqua in eccesso.
- Continuate ad eliminare l'acqua con l'aiuto di un panno pulito, non lavato con detersivi chimici, che trasferirebbero il loro odore.
- Lavorare il composto per dargli una consistenza giusta, dividendolo e riducendolo in piccole serpentine, da cui staccerete un pezzetto alla volta per trasferirlo sull'amo.
Possiamo utilizzare con successo il pane, nella pesca in mare, anche nella composizione di pasture per cefali, occhiate e saraghi, inzuppando la mollica di un pezzo secco (possibilmente di semola) in acqua di mare. Dopo lo strizzeremo e lo sminuzzeremo, per poi aggiungerci uno sfarinato al gusto di formaggio. Impastiamo tutto con un po' di latte. Ne uscirà fuori un'ottima pastura che una volta lanciata in acqua si disgregherà facilmente, lasciando un'attraente scia biancastra.
Etichette:
canna fissa,
esche da pesca,
pesca al cefalo,
tecniche di pesca
Iscriviti a:
Post (Atom)



